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Il Pnrr a Palermo, la protesta dei navigator: «Senza di noi i centri per l'impiego in affanno»

Un sit-in di navigator

Nel giorno della presentazione del Pnrr a Palermo, l’Anna, l’associazione nazionale navigator, sottolinea la necessità di intervenire sulle politiche attive del lavoro in Italia per raggiungere gli obiettivi del programma Gol. Con l’imminente scadenza (30 aprile) dei contratti dei navigator e considerato lo stato d’avanzamento del piano di potenziamento dei Centri per l’impiego (Cpi) che risulta fortemente in ritardo, i Servizi per il lavoro difficilmente potranno recuperare il ritardo accumulato.

Lo dice in una nota l'associazione. «È evidente che senza i navigator - la cui assistenza tecnica ai centri per l’impiego finora è stata limitata alla gestione dei beneficiari del reddito di cittadinanza, ma può estendersi ad altri ambiti - il ritardo aumenterà. Si tratta di circa 2000 operatori (380 in Sicilia), già formati e con esperienza pluriennale», aggiunge l’Anna.
I dati ufficiali sul reddito di cittadinanza, secondo l'aggiornamento periodico dell’Anpal, risalgono al 30 settembre 2021 e i beneficiari indirizzati ai Servizi per il lavoro erano 1.875.688. Ma al netto di esoneri/esclusioni, rinvii ai servizi comunali e casi di domande terminate e decadute, tenuti alla stipula di un patto di lavoro sono 1.109.287. Di questi, sono stati presi in carico tramite la stipula del patto 420.689, pari al 37,9%, col valore massimo nel Nord-Est (62,1%) e valore minimo nelle Isole (33,1%).

I casi di esonero/esclusione e di rinvio ai servizi comunali vengono registrati a seguito di una convocazione presso i servizi per il lavoro, e dunque la somma di questi e dei soggetti fornisce il dato complessivo di chi ha ricevuto almeno una convocazione nei Cpi: il 28,7% dei beneficiari Rdc. Al 30 settembre scorso erano quasi 700 mila (il 62,1% del totale) i beneficiari che non hanno ricevuto nemmeno una prima convocazione. A questi vanno ad aggiungersi parte di coloro che vengono classificati tra le domande decadute.

L’Anna ritiene che il tavolo tecnico-politico già previsto da uno specifico ordine del giorno della Camera, «possa essere la sede migliore per individuare una strategia sostenibile, che veda riconosciuta la loro professionalità e garantisca la continuità lavorativa».

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