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Azienda di Palermo chiuse per i fidi bloccati dalle banche, sarà risarcita

Palermo, Economia

L’azienda Sciacca I Srl di Palermo, i proprietari sono 4 fratelli, da 50 anni commercializzava materiale elettrico per uso civile e industriale. Aveva 30 dipendenti. Nel 2018 la Montepaschi di Siena aveva sostenuto che la società era andata extrafido per un importo di circa 20 mila euro. La Sciacca allora chiese un piano di rientro non accettato da Mps che inviò una segnalazione alla centrale rischi della Banca d’Italia. A quel punto l’azienda si è vista revocare fidi da tutti gli istituti di credito ed è stata costretta a cessare l’attività mettendosi in liquidazione. La Sciacca I, assistita dagli avvocati Giampiero Saverino del Foro di Palermo e Antonio Tanza, vicepresidente Adusbef, ha fatto causa alla Mps per chiedere il ricalcolo del saldo dare-avere del conto corrente. Ora, dopo 3 anni di causa, il tribunale civile di Palermo ha condannato Monte dei Paschi di Siena a restituire alla società 765 mila euro per anatocismo e competenze indebitamente conteggiate. La Sciacca I srl ha intrapreso la stessa azione giudiziaria contro tutti gli istituti di credito di cui era correntista, per chiedere «la ripetizione di quanto indebitamente pagato per tutta la durata dei rapporti contrattuali».
L’avvocato Saverino dice: «La Sciacca I è stata vessata dagli istituti di credito che dal 2014 motivando col rating negativo hanno ridotto gli affidamenti che esistevano da oltre 20 anni limitando la liquidità aziendale e costringendo a fare tagli di personale per ridurre i costi». “Nonostante ciò - spiega - le banche hanno continuato a chiedere la riduzione dei fidi fin quando, a causa dell’unica sofferenza con Mps, è partita la segnalazione alla centrale rischi e tutti gli altri istituti di credito hanno revocato i fidi chiedendo l’immediato rientro dall’esposizione debitoria. L’azienda ha fatto causa alle banche con cui lavorava ottenendo risultati positivi in via stragiudiziale con un istituto e oggi con la sentenza che riguarda Mps». “Attendiamo gli esiti di altre sei cause - conclude - tra la fine di quest’anno e il 2022. Auspichiamo risultati postivi perchè tutte le consulenze tecniche d’ufficio hanno confermato che il saldo non era negativo ma ampiamente positivo a favore del correntista».

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