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Architettura sostenibile, premio nazionale a un balestratese

BALESTRATE. Un architetto balestratese sul tetto d’Italia. Nicola Cataldo, 25 anni, laureato all’università di Ferrara, ha vinto la medaglia d’oro alla dodicesima edizione del “Premio italiano Architettura sostenibile” dedicato a tesi di laurea, dottorato o master post laurea.

Assieme al collega Andrea Andreotti ha sbaragliato la concorrenza di altri 120 candidati grazie al progetto "Boston lifeguard: infrastruttura paesaggistica di difesa integrata per una città resiliente" che in sostanza elabora tutta una serie di misure a difesa della città di Boston contro l’innalzamento dei livelli oceanici.

Il progetto spiega in pratica come interventi sostenibili sul territorio siano in grado di migliorare lo sviluppo urbano e la qualità della vita, attraverso ad esempio la promozione di aree verdi, di fortificazioni, o attraverso la conversione di aree dismesse in parchi "allagabili". Queste aree verdi reagiscono come “spugne”, attraverso la pulizia e la conservazione delle acque piovane urbane.

Tecniche e progetti che potrebbero tornare utili alla “sua” Sicilia, che soffre un dissesto del territorio e problemi di erosione delle coste. “Pensando alle nostre aree costiere o al nostro territorio – spiega Cataldo - i cambiamenti climatici e l'innalzamento medio della temperatura hanno favorito ad esempio una "tropicalizzazione del clima", dove per tropicalizzazione si devono soprattutto intendere le brusche variazioni meteorologiche, le repentine e consistenti variazioni termiche, le violente precipitazioni improvvise dopo periodi di stabilità. Queste ultime hanno recato molti danni all'agricoltura e ai sistemi di smaltimento acque delle città e nei casi più gravi recato danni ingenti nelle aree costiere soggette a rischio idrogeologico. Sarebbe utile mettere in atto una gestione integrata delle aree costiere che, attraverso una strategia programmatica di interventi, possa fornire al nostro territorio gli strumenti per poter ridurre al minimo l'impatto ambientale di questi eventi al fine di rendere le nostre aree costiere più resilienti, capaci di adeguarsi e fronteggiare i problemi posti dagli effetti dei rischi naturali e antropici”.

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