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Passione e libertà, l’eredità di Angelo Meli

L’omaggio del Centro Pio La Torre al nostro collega scomparso alcuni mesi fa ed ex direttore della rivista

Angelo Meli

Un 2023 di grandi risultati, ma anche e soprattutto un anno di grandi cambiamenti per il Centro Studi Pio La Torre, segnato emotivamente dall’improvvisa scomparsa, avvenuta il 29 settembre, di Angelo Meli, redattore del Giornale di Sicilia storico direttore della rivista A Sud’Europa ma anche e soprattutto guida carismatica per i tanti giovani che si sono nel tempo avvicinati al Centro Pio La Torre. Ad accettare l’importante eredità civile e morale custodita da Angelo Meli è stato Franco Nicastro, che con lui ha condiviso un rapporto non solo professionale ma anche di amicizia e di stima reciproca.

«Non servono tante parole per definire la linea editoriale di questa rivista dopo la dolorosa scomparsa di Angelo Meli», scrive Nicastro, nell’ultimo numero del giornale, «a cui vengono qui dedicate pagine intense di commozione e ricordi affettuosi. Il passaggio di testimone non cambierà nulla, questo è certo, e anzi testimonierà la continuità di un progetto nel quale si fondono l’impegno civile, il gusto della scrittura, la ricerca della verità, la lettura attenta dei fenomeni criminali e il loro intreccio con la politica, la passione professionale. Questi sono i tratti distintivi di un’esperienza che da anni si rinnova dando vita a un modello di giornalismo che può sembrare datato ma esprime un carattere originale. La sua forza risiede soprattutto nella cura artigianale dei testi e delle analisi, nello spazio riservato al contributo di collaboratori e di esperti. E questo rappresenta già una sfida alle evoluzioni o involuzioni del sistema dell’informazione attraversato da una crisi senza precedenti».

Ed è «La mafia che verrà» il titolo dell’ultimo numero in ordine di tempo della rivista, al cui interno, come al solito, sono presenti preziosi contributi sui temi che hanno sempre contraddistinto la sua linea, espressione dello stesso centro: la legalità, i diritti, la lotta per un nuovo modello di sviluppo economico e sociale che cancelli mafie, la lotta contro la povertà e le ingiustizie sociali, le libertà e la pace.

«Sono i temi su cui si fonda il nostro quotidiano lavoro» afferma Loredana Introini, presidente del Centro Studi Pio La Torre, «che ci chiama al dovere non perché dobbiamo, ma per il sentirci addosso una responsabilità che ci chiede di difendere e rinnovare ogni giorno l’impegno per difendere e affermare l’impegno di chi, come Pio La Torre e Rosario di Salvo, hanno pagato con il sacrificio della vita la difesa dei diritti e delle libertà sanciti dalla nostra Costituzione. A Sud’Europa è una di quelle nostre voci cresciuta e diventata grande grazie all’immenso lavoro e al cuore di Angelo Meli e non potrà mai essere dimenticato. Professionalità e passione, come quella che ha saputo infondere nei giovani, ai quali il nostro Centro si è sempre rivolto. Ne è testimonianza il progetto «Cooperazione e integrazione» finanziato dall’Agenzia italiana per la gioventù, promosso nell’ambito del programma Erasmus Plus, che ha coinvolto tantissimi giovani di diversi paesi europei con i quali abbiamo riflettuto su che cos’è l’Europa oggi. Un’occasione di arricchimento per tutti».

Association for Sustainable Development Sfera International Bitola (Repubblica della Macedonia del Nord), Crossing Borders (Danimarca) e Fundacio Privada Ficat (Spagna) i partner che, capofila il Centro Pio La Torre, hanno unito le singole esperienze per stimolare e sviluppare percorsi di cittadinanza attiva europea dei giovani appartenenti alle comunità di immigrati stabilmente stanziate nei diversi paesi partner quali strumenti di integrazione e inclusione. Un progetto che a Palermo, con la «Festa dell'integrazione e della cooperazione», promossa grazie al sostegno dell’otto per mille Valdese, ha offerto agli studenti dei licei scientifico classico Vittorio Emanuele e artistico Vincenzo Ragusa e Otama Kiyohara uno di quei rari momenti di vera condivisione attraverso una narrazione che ha parlato di cittadinanza, cultura e tradizioni culinarie, vissuta da tutti con tutti i sensi.

Uno di quei bei percorsi raccontati da Alida Federico nell’ultimo numero di A Sud’Europa, dal titolo «La mafia che verrà» in cui si parla, tra i tanti argomenti trattati nelle sue 31 pagine, di «coscienza critica dei giovani come traccia la via della legalità”»a firma di Loredana Introini; delle «strategie della mafia rigenerata» di Franco Nicastro; degli «scenari internazionali a cui guarda Cosa nostra» di Alida Federico; e poi «La torta degli affari e i fondi Pnrr che fanno gola alla mafia economica» di Franco Garufi; «Pizzo calmierato e nuove tecnologie. Le frontiere dell’innovazione mafiosa» di Antonio La Spina, «Le nuove sfide dell’antimafia» di Vito Lo Monaco, presidente emerito del Centro Pio La Torre; di «Futuro della mafia sostenibile» di Giuseppina Tesauro; di «Droga e progetti di inclusione sociale» di Antonello Cracolici. Fonte di grandi emozioni il ricordo corale di Angelo Meli da parte di coloro i quali, collaboratori del giornale che con lui hanno «imparato a riscoprire il gusto della meraviglia e a riconciliarsi con la scrittura, ricordando il suo valore terapeutico. Senza supponenza, ma con la naturalezza e l'umiltà propria dei maestri» come Antonella Lombardi, o tanti altri per i quali Angelo è sempre stato una presenza e un punto di riferimento della loro vita: Concetto Prestifilippo, Calogero Gaetano Paci, Maddalena Maltese, Dario Cirrincione, Davide Mancuso e Melania Federico. Da ognuno di loro il personale ricordo di un’esperienza prima che professionale di grande umanità, come quelle che solo lui sapeva regalare.

Ma facciamo qualche passo indietro per capire che bilancio si può fare di questo 2023, ha rinnovato e rilanciato tanti appuntamenti con la memoria. Ecco, dunque, il 41° Anniversario Pio La Torre e Rosario Di Salvo, celebrato il 28 aprile. Un’occasione anche per presentare i risultati della 16ma indagine sulla percezione del fenomeno mafioso promossa dal Centro Studi Pio la Torre. Un’opportunità per fare memoria anche grazie alla partecipazione degli studenti che hanno preso parte al «Progetto Educativo Antimafia» che ha coinvolto e continuerà a coinvolgere migliaia di studenti da tutta Italia. Un richiamo alla responsabilità comune il discorso del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che nel suo messaggio, letto ad apertura dei lavori, ha ribadito l’emblematicità dei valori di legalità a fondamento dello Stato di diritto. Valori rappresentati da figure come quelle di Pio la Torre e Rosario Di Salvo, rappresentati in sala dai rispettivi figli, Franco e Tiziana. Un momento per fare memoria, ma soprattutto per ricordare il valore di una legge diventata la madre della legislazione antimafia, cresciuta nonostante gli attacchi ripetuti che continuano ancora oggi.

«È stata l’occasione per ricordare che senza la legge che porta la firma di Pio la Torre non si sarebbe potuto fare il maxiprocesso», sottolinea Vito Lo Monaco, presidente emerito del Centro Studi Pio La Torre «così come se non ci fosse stato quel gruppo di coraggiosi magistrati la stessa legge chissà che fine avrebbe fatto. I rapporti tra mafia e politica, la liberalizzazione degli appalti con i sub appalti, così come l’attacco ai beni confiscati attraverso la cancellazione dei fondi del Pnrr: sono tutti temi sui quali si base il nostro quotidiano lavoro, ma è anche quello che contraddistingue il progetto educativo che solo l’anno scorso ha coinvolto 600 scuole. Tante tappe di un unico percorso che vuole essere un monito per tutti coloro i quali possono, quindi devono, fare la differenza».

Inevitabilmente vissuto con grande emozione, da tutti coloro i quali sanno quale contributo è stato in questi anni per il Centro l’impegno di Vito Lo Monaco, il conferimento della laurea honoris causa in Scienze della Comunicazione Pubblica, d’Impresa e Pubblicità. Un riconoscimento a una vita spesa sul fronte dell’impegno antimafia dalle battaglie sindacali a favore degli agricoltori e braccianti degli anni Ottanta, sino all’azione attraverso il centro Pio La Torre, dal 2004 al 2022, con una particolare attenzione ai più giovani. Attenzione che il 26 ottobre ha visto ripartire con grande entusiasmo e voglia di costruire nuovi percorsi di legalità il progetto Progetto Educativo Antimafia, giunto alla sua diciottesimasima edizione. Una conferma dell’attenzione del Centro Pio La Torre a eventi e fenomeni che hanno influenzato e continuato a influenzare l’assetto della società. A partire dall’arresto del boss Matteo Messina Denaro, avvenuto dopo 30 anni di latitanza, che formalizza un importante passaggio generazionale all’interno di Cosa Nostra. Ottanta le scuole che quest’anno hanno aderito, contribuendo con domande e riflessioni che confermano la validità di una formula che in diciotto anni ha registrato la partecipazione di migliaia di studenti desiderosi di capire e portare il loro personale contributo. E proprio con il terzo appuntamento si aprirà il nuovo anno del Centro Studi “Pio la Torre” che il 18 gennaio incontrerà gli studenti per parlare di «Cybercrime e traffico di droga - vecchie e nuove frontiere della criminalità organizzata». Un tema quando mai attuale che saprà animare un ulteriore dibattito, anticipando nuove e interessanti iniziative pronte a rendere il 2024 altrettanto ricco e pieno di stimoli.

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