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Al Teatro Biondo di Palermo debutta "Anna dei miracoli" della Lega del Filo d'Oro

Tratto da una storia vera un racconto sulla disabilità e sull'impossibilità di comunicare. Debutta al Teatro Biondo martedì 17 dicembre alle ore 21.00 con la regia di Emanuela Giordano "Anna dei miracoli", spettacolo prodotto dal Teatro Franco Parenti di Milano per La Lega del Filo d’Oro e basato sulla storia vera della sordo-cieca Helen Keller e della sua insegnante Anne Sullivan. Anna dei miracoli debuttò a Broadway nel 1959, rimase in scena per oltre settecento repliche e vinse il Tony Award per la migliore opera teatrale.

Nel 1962 lo stesso Gibson firmò la sceneggiatura del film di successo diretto da Arthur Penn e interpretato da Anne Bancroft.  In questa nuova edizione, adattata e diretta da Emanuela Giordano, Mascia Musy, che interpreta il ruolo di Anne, è affiancata da Fabrizio Coniglio, Anna Mallamaci e Laura Nardi; le scene sono di Angelo Linzalata, le musiche di Carmine Iuvone e Tommaso Di Giulio. Repliche fino a domenica 22.

Cosa accade quando un padre e una madre provano a confrontarsi quotidianamente con una figlia che non può comunicare? Anna dei miracoli di William Gibson, Helen, la protagonista, è una ragazza non vedente, sorda e muta. I suoi genitori si disperano: la pietà e la rabbia, la speranza e il senso di sconfitta, l’amore e l’odio, ogni sentimento è concesso, ogni reazione è imprevedibile. E lei, Helen, cosa percepisce di quello che ha intorno? Si accorge che la sua vita produce sofferenza? In una società dove solo il “bello” è vincente e solo il “sano” è tollerato, padre e madre non hanno scampo: Helen è destinata ad essere rinchiusa in un istituto, nascosta, dimenticata. Ma in casa arriva Anna, dura, inflessibile, con una storia di semi cecità alle spalle, una vita trascorsa in mezzo a creature “difettate”.

Anna dei miracoli racconta l’epocale passaggio alla lingua dei segni, considerata tra le prime dieci grandi scoperte della storia moderna, un bene immateriale dell’umanità, una rivoluzione linguistica che ha permesso di aprire un dialogo tra chi parla e chi non parla. Ha permesso alle ragazze come Helen di raccontare la propria storia, di apprendere, di esprimere sentimenti e necessità, di crescere e di farsi rispettare.

Helen Keller, nata nel 1880 in Alabama, divenne sordocieca a poco meno di 2 anni a seguito di una grave malattia; nonostante ciò imparò a comunicare, leggere, studiare e avere una vita autonoma grazie all’aiuto di Anne Sullivan, anche lei parzialmente non vedente che, con pazienza, dedizione e autorevolezza, insegnò alla bambina a comunicare con la lingua dei segni tattile. In seguito, nel 1904, Helen si laureò in legge con lode e come avvocato si impegnò in molte cause per i diritti delle persone con disabilità e in cause progressiste. La sua autobiografia è stata tradotta in 50 lingue, prima di altre undici pubblicazioni e numerosi articoli da lei scritti che l’hanno resa un’autrice famosa in tutto il mondo.

«Non appena ho letto Anna dei miracoli – racconta Mascia Musy – ho creduto fortemente in questa storia e ho desiderato interpretarla, ho bloccato i diritti del testo e mi sono messa a cercare chi avrebbe potuto abbracciare questo progetto con la mia stessa passione. Sono felice di realizzarlo insieme alla Lega del Filo d’Oro, che da più di 50 anni si prende cura in modo straordinario delle persone sordocieche, e con due Signore del Teatro che apprezzo profondamente, Emanuela Giordano per la regia e l’adattamento originale, e Andrèe Ruth Shammah per la produzione col suo prestigioso Teatro Franco Parenti. Ho così a cuore questo spettacolo perché è la storia di un amore grandissimo, forse il più grande. Non ci racconta di un amore tra un uomo e una donna, neppure di quello immenso e folle fra Romeo e Giulietta, e neppure di quello genetico e assoluto fra un genitore e un figlio o tra fratelli e sorelle. L’amore di questa storia è quell’amore universale e straordinario di chi si prende cura del più debole semplicemente perché è “diverso” e proprio per questo ha bisogno di aiuto e di amore più di chiunque altro».

© Riproduzione riservata

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