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ROUGE ET NOIR

Le bellezze nascoste della Sicilia in un documentario, la presentazione a Palermo

Sarà presentato a Palermo oggi alle 20.30 al cinema Rouge et Noir (piazza Verdi, 8), il documentario "Sicilia questa sconosciuta", diretto da Pina Mandolfo con Maria Grazia Lo Cicero e Orazio Aloi, realizzato con il contributo della Regione Siciliana, Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo / Sicilia Film Commission, nell'ambito del programma Sensi Contemporanei e grazie alla collaborazione della Sonatrach Raffineria Italiana.

Il film, prodotto dalla G&E Film di Giovanna Emidi, sarà distribuito da Prem1ere. "Sicilia questa sconosciuta" riporta alla luce alcuni straordinari siti archeologici e naturalistici siciliani, inaspettatamente poco conosciuti, che circondano la frazione di Villasmundo, nel territorio di Melilli, sulla costa orientale del siracusano. Un paradiso inesplorato composto da due valli fluviali, separate da un altopiano, dove si scorgono grotte e cavità e un sistema carsico di corsi d’acqua attivi tra i più importanti della Sicilia, che hanno generato negli anni la sorprendente presenza di stalattiti e stalagmiti.

“Il nostro obiettivo è quello di portare alla luce un territorio di rara bellezza naturalistica e di grande interesse archeologico e storico – afferma Pina Mandolfo, regista del documentario, insieme a Maria Grazia Lo Cicero e Orazio Aloi – un’area di 70 ettari tra due profonde valli fluviali, nel territorio di Melilli, in provincia di Siracusa, poco conosciuto e per certi versi trascurato. Ma anche fare memoria della storia più recente del sito che durante la seconda guerra mondiale ha offerto rifugio agli abitanti di Villasmundo e di Augusta che, per sfuggire ai bombardamenti degli alleati sbarcati in Sicilia, si rifugiarono nei cosiddetti ddieri della Timpa (ddieri in arabo significa “casa”) simili alla più celebre necropoli di Pantalica, ovvero grotte scavate nella roccia e adattate ad abitazioni, dove vissero per un mese in comunità in una sorta di continuità storica con l'antichità.”

Il documentario, oltre alla descrizione naturalistica dei luoghi, attraverso interviste e immagini di repertorio, conta anche su scene animate e di finzione. Come nel caso della vicenda degli sfollati della seconda guerra mondiale, interpretati da sessanta comparse selezionate tra la gente del paese di Villasmundo nei panni dei loro congiunti che si rifugiarono dentro i Ddieri della Timpa durante la seconda guerra mondiale. O come nel caso dell'attrice e performer Patrizia D'Antona, che interpreta la sacerdotessa della Timpa e dà corpo alla simbologia della Grande Madre mediterranea. Le voci narranti sono di Gigi Simon e Maria Grazia Lo Cicero. Le animazioni sono di Danilo Limpido e Giulia Quagliana. Le musiche originali sono del Quartetto AREASUD.

 

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