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UNIVERSITÀ

Palermo, a lezione di fotografia con Ferdinando Scianna

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Un fotoreporter tra Milano e Parigi, lavora per Dolce e Gabbana, entra nel mondo della pubblicità e continua a fare reportage. Questo e tanto altro c'è nella carriera del fotografo bagherese Ferdinando Scianna, che racconterà il senso della mostra fotografica a "Viaggio memoria racconto" martedì 19 febbraio al campus universitario di Palermo nell'aula magna dell'edificio 15 alle 11.

La mostra si inaugurerà alla Gam il 20 febbraio ed è curata da Paola Bergna, Denis Curti, Alberto Bianda, dopo la tappa di Forlì, arriva a Palermo con una collezione di oltre 200 immagini in bianco e nero.

La rassegna fotografica attraversa l’intera carriera del fotografo e si sviluppa lungo un articolato percorso narrativo che percorreremo in anteprima sotto la guida della sua viva voce durante l’incontro.

Ferdinando Scianna è nato a Bagheria, in Sicilia, nel 1943. Proprio nella sua città inizia a dedicarsi alla fotografia ancora giovanissimo, agli inizi degli anni Sessanta, raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua terra d’origine. Decide molto presto di diventare fotografo. Già i primi ritratti delle persone di Bagheria, che Scianna ritrae con tono curioso e partecipe, risultano carichi d’intensità.

Nel 1961 si iscrive a Lettere e Filosofia all’Università di Palermo, mentre la sua passione per la fotografia inizia a strutturarsi. Conosce il grande critico Cesare Brandi e mostra le proprie foto a

Enzo Sellerio attraverso il quale scopre l’universo culturale bressoniano. Circa due anni dopo entra in contatto con Leonardo Sciascia, lo scrittore con il quale a soli 21 anni pubblica il saggio "Feste Religiose in Sicilia," libro che ottiene il prestigioso Premio Nadar. Il libro crea molte polemiche, soprattutto a causa dei testi di Sciascia, che mostra l’essenza materialistica delle feste religiose.

Ma anche le foto del giovane Scianna hanno il loro impatto: "La fotografia era la possibilità del racconto di una vicenda umana. Questo il mio maestro mi fece capire, e mi introdusse ad una certa maniera di vedere le cose, di leggere, di pensare, di situarsi nei confronti del mondo", spiega Scianna.

Scianna si trasferisce a Milano dove lavora per l’Europeo come fotoreporter, inviato speciale e corrispondente da Parigi, dove vive per 10 anni. A Parigi inizia anche a dedicarsi con successo alla scrittura. Collabora con varie testate giornalistiche, fra cui Le Monde Diplomatique e la Quinzaine Littérarie.

"Mi ritrovavo più a scrivere che a fotografare, ma sapevo di essere un fotografo che scrive", racconta Scianna. Proprio nella capitale francese, il suo lavoro viene particolarmente apprezzato, da Henri Cartier-Bresson, che nel 1982 lo inviterà a presentare la sua
candidatura all’agenzia Magnum Photos, da lui fondata nel 1947.

Torna a Milano e lascia l’Europeo per dedicarsi alla fotografia:"L’agenzia è lo strumento di un gruppo di fotografi indipendenti, una struttura in grado di valorizzare il tuo lavoro tanto meglio quanto più sai utilizzare questo strumento. Magnum continua a sopravvivere secondo l’utopia egualitaria dei suoi fondatori, in modo misterioso riesce a far convivere le più violente contraddizioni".

A Milano inizia anche a fotografare per due giovani designer emergenti, Dolce e Gabbana. Un incontro casuale, che darà vita ad una delle collaborazioni meglio riuscite nella fotografia di moda. A Scianna viene richiesto di realizzare un catalogo inserendo la splendida modella Marpessa nel contesto della sua Sicilia.

"Adesso, con immutata passione, divertimento ed ironia, opero nei campi più diversi. Faccio un po’ di moda, un po’ di pubblicità, il reportage e cerco più che mai di fare ritratti. Inoltre recupero materiale dal mio archivio fotografico per numerosi progetti. Nelle mostre non faccio distinzioni tra le immagini nate dal lavoro di fotoreporter e quelle di moda, per esempio. Le inserisco tutte in una continuità che è poi quella della mia pratica professionale".

© Riproduzione riservata

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