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"Uno di noi", a Palermo il film scritto dagli studenti

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Palermo, Cultura
Il regista Max Nardari presente all'anteprima nazionale

PALERMO. Quando sullo schermo hanno iniziato a scorrere i titoli di coda è scattato l’applauso. Scrosciante, caloroso, emozionante. Avevano gli occhi lucidi gli studenti della III Bop del magistrale Finocchiaro Aprile di Palermo.  La storia di quel film che avevano appena visto dal titolo “Uno di noi” e proiettato in anteprima  nazionale alla presenza del regista Max Nardari l’avevano scritta proprio loro. Una storia con la quale hanno vinto il concorso nazionale del progetto “Nuove finestre sul mondo” cofinanziato dal Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e promosso da Engim  capofila, assieme ad altre quattordici Ong. Un progetto che mira a sensibilizzare ed educare i giovani all'accoglienza e a combattere i pregiudizi nei confronti di migranti e rifugiati.

La manifestazione, presentata da Giuseppe Cadili, si è svolta al cinema De Seta dei Cantieri culturali della Zisa. Oltre al regista Nardari giunto per l’occasione da Roma, erano presenti anche il presidente dell’Engim Antonio Lucente, il sindaco Leoluca Orlando, Ivana Tamai responsabile ufficio stampa dell’Agenzia italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo e i rappresentanti di quattro Ong siciliane; Nicolai Catania (Apa), Gloria Cipolla (Ciss), Carmela D'Agostino (Cope) e Francesco Pisciotto (Tulime).  Il presidente dell’Engim ha sottolineato “l’importanza di abbattere muri e costruire ponti” per vincere i pregiudizi. E poi ha focalizzato l’attenzione sul valore. “Cos’è il valore? La definizione più bella - ha affermato padre Lucente - me l’ha data un meccanico di Chievo, un quartiere di Verona. Per me, mi ha detto, il valore sono le occhiaie di mia madre e le rughe di mio padre…”.

Emozionati i ragazzi quando sono saliti sul palco per ricevere l’attestato consegnato loro dal sindaco Orlando. Orgogliosi di questo riconoscimento anche il preside della scuola Fabrizio Mangione e il professore Carlo Madonia. “E’ stata un’esperienza che non dimenticheremo mai più”, hanno sottolineato gli studenti alcuni dei quali sono stati sul set a Roma durante le riprese del film. “Il progetto “Nuove finestre sul mondo” ha coinvolto dodicimila studenti di duecento scuole superiori d’Italia – dice Lucio Filipponi responsabile nazionale del progetto -. Cinquecento i lavori realizzati dai ragazzi e alla fine hanno vinto gli studenti del Finocchiaro Aprile”.

La loro storia dal titolo “Una famiglia diversa” ha colpito l’attenzione del regista. “Il corto della durata di 19 minuti – dice Nardari – tratta un problema alquanto delicato come l’adozione. Sarà presentato in diversi concorsi cinematografici e proiettato in tante scuole d’Italia”. Protagonisti del corto sono due noti attori: Simone Montedoro (il capitano Tommasi nella fiction Don Matteo) che è intervenuto telefonicamente per salutare i ragazzi e Euridice Axen. Interpretano una coppia che, non riuscendo ad avere figli, decide di tentare la strada dell’adozione. Molto bravo anche il piccolo Giulio Iachini, per la prima volta sullo schermo, che interpreta Mario, il bambino nero che viene dato loro in affidamento provvisorio.

Nardari ha anche annunciato che entro l’anno uscirà il suo ultimo lungometraggio dal titolo “La mia famiglia a soqquadro” con Gabriele Caprio, Bianca Nappi, Marco Cocci, Elisabetta Pellini, Eleonora Giorgi e Ninni Bruschetta. Nel corso della manifestazione sono intervenuti pure due migranti che hanno partecipato al progetto: Malik Tchagodomou originario del Togo che adesso vive a Blufi un piccolo centro delle Madonie e Shapoor Safari, afghano, che fa il cuoco in un ristorante di Palermo. Entrambi hanno sottolineato l’ospitalità e l’accoglienza che hanno trovato in Italia. Malik nel suo Paese era finito nel mirino dei militari perché aveva deciso di insegnare a leggere e scrivere ad alcuni bambini poveri.

E così, per evitare l’arresto,  fu costretto a fuggire e, dopo avere attraversato il deserto assieme ad altri compagni molti dei quali morirono per le fatiche, arrivò in Libia dove venne arrestato e trattenuto in condizioni disumane per otto mesi. “Grazie di questa giornata, ce ne vorrebbero tante perché spesso sento dire che tra i migranti ci potrebbero essere dei terroristi. Ma un terrorista potrebbe rischiare tutto questo?”. Shapoor invece in Afghanistan era un militare ed ha lottato contro i talebani, alla fine è andato andato via con la sua famiglia. “La guerra non finirà mai. Se si vuol far finire la guerra non si mandano armi, ma ingegneri, medici, insegnanti”.  “Grazie migranti – ha detto il sindaco Orlando - per essere venuti a Palermo perché state restituendo la vera anima della città. Grazie ai migranti la globalizzazione ha un volto umano”.

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