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MOSTRA

Dal circo al jazz club: ecco le marionette create da Podrecca

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Rovistando tra scaffali e aprendo casse, il direttore artistico del Museo delle Marionette ha ritrovato gli splendidi esemplari acquistati nel dopoguerra da Antonio Pasqualino dal «Diaghilev delle marionette»

PALERMO. Ti guardano e ridono: perché lo strano sei tu, non loro con quelle facce che sembrano dipinte dai futuristi o quei visi scolpiti alla Grosz. Stanno lì immobili, hanno sessant'anni e sembrano nate ieri: le marionette create da Vittorio Podrecca negli anni ’30, non sentono il peso del tempo. Fantocci allegri che passano indifferenti dal tendone del circo al palcoscenico di un fumoso jazz club. Scartabellando scaffali e aprendo casse, il direttore artistico del Museo delle Marionette ha ritrovato queste splendide marionette acquistate nel dopoguerra da Antonio Pasqualino direttamente da colui che venne chiamato «il Diaghilev delle marionette». Alcuni pezzi sono esposti nella mostra Alfa Berry. Le marionette di Vittorio Podrecca al Museo Pasqualino per il Festival di Morgana.

I gruppi marionettistici sono tre: Il barbiere di Siviglia - la lezione di musica, si riconoscono la vezzosa Rosina, il buffo don Bartolo e don Basilio -; poi il Circo con i suoi acrobati sulla bicicletta; e il gruppo dei Musicisti jazz, di cui fa parte il celebre pianista (in Argentina lo chiamavano Pingafogo) con le dita mosse dai fili e persino un riporto che seguiva la musica. Mentre i personaggi dei primi due gruppi hanno i visi scolpiti su legno, il terzo gruppo - siamo nel dopoguerra, il jazz ha preso campo e la musica nera pretende capelli ricci e sassofoni - vuole i musicisti di colore in panno lenci e gommapiuma.

In totale, sono dei capolavori artigianali che raccontano una storia antica che valicò l'Oceano. Vittorio Podrecca, friulano, famiglia socialista, nacque nel 1883; avvocato, musicologo e direttore di Primavera, la più innovativa rivista per l'infanzia dell'epoca, Podrecca fondò, giusto cento anni fa a Roma, il Teatro dei Piccoli: con lui collaboravano Luigi Fornaciari, rappresentante della Casa Ricordi, e il marionettista napoletano Giovanni Santoro.

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