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Palermo, tentata estorsione a un imprenditore di corso dei Mille: gli arrestati non rispondono al gip

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere al gip Claudia Rosini Filippo Bruno, figlio del mafioso Natale Bruno, e Francesco Capizzi, di 35 e 34 anni, finiti in carcere il 22 agosto scorso con l’accusa di tentata estorsione a un imprenditore di corso dei Mille che li ha denunciati.

La vittima ha raccontato ai carabinieri che i due si sono presentati in una delle sue attività e gli avrebbero chiesto di pagare 1.500 euro al mese e, successivamente, di inserire nelle sue società una persona di loro fiducia oppure di pagare 15 mila euro in un’unica soluzione. Durante le richieste era stato pure picchiato.

Una vicenda ancora tutta da chiarire e l'inchiesta non è chiusa. Anche perché la vittima, che è imparentato con la famiglia del capomafia Antonino Lo Nigro, avrebbe prima cercato di risolvere la questione attraverso la mediazione del fratello del boss, Cosimo Lo Nigro, poi però, alla fine di luglio, dopo circa un mese di pressioni e violenza, si era rivolto ai carabinieri.

In poco più di tre settimane i militari, coordinati dal procuratore aggiunto Marzia Sabella e dai sostituti Francesca Mazzocco e Giacomo Brandini, avevano poi arrestato i due. Nell’inchiesta sono coinvolte altre persone che si sono presentati con i due arrestati per chiedere il pizzo. La denuncia in una zona di Palermo dove l’omertà è la regola la denuncia dell’imprenditore rappresenta «un evento straordinario» come sottolineato dalla procura.

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