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Palermo, tentata rapina alle Poste e assalto a un furgone di sigarette allo Zen: presi due giovani del quartiere

Per B.G, di 29 anni, e per L.R.D., di 21, sono scattati gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Adesso si cercano i complici

L'ufficio postale dello Zen

A Palermo gli agenti del commissariato San Lorenzo hanno eseguito un’ordinanza cautelare ai domiciliari con braccialetto nei confronti di due giovani, entrambi residenti nel quartiere Zen, accusati di rapina. Il provvedimento è scattato per B.G, di 29 anni, e per L.R.D. di 21. Al primo sono state contestate due rapine, al secondo solo un colpo.

Secondo le indagini dei poliziotti lo scorso 29 dicembre in tre sono entrati all’ufficio postale in via Gino Zappa, sempre allo Zen, per portare via i soldi della cassa continua. Tra loro c’era B.G. di 29 anni. I tre tentarono di sfondare la saracinesca. La prontezza di riflessi della direttrice sventò il colpo. La direttrice si chiuse in ufficio con i vetri antisfondamento e i tre scapparono senza riuscire a portare via i soldi. Per questo tentato colpo sono ricercati altri due giovani.

Il tentativo di rapina avvenne all'orario di pranzo, poco dopo che il personale dipendente aveva chiuso la saracinesca dell’ufficio. I tre, ben sapendo che di lì a breve la cassa continua sarebbe stata rifornita di denaro dall’interno, diedero vita ad un'azione di sfondamento della saracinesca, usando come ariete un ciclomotore rubato. Così come mostrato dalle telecamere, per il personale dipendente della filiale la percezione dell’assedio vissuta dall’interno generò angoscia. Eppure, la direttrice riuscì a rintanarsi all’interno di una stanza protetta da un vetro antisfondamento, anticipando di una frazione di secondo l’ingresso dei malviventi in filiale e salvando di fatto se stessa ed il denaro. I rapinatori presero atto dell’impossibilità di portare a termine il colpo e, non senza manifestare violenza e senso di rivalsa, abbandonarono il campo.

A meno di un mese di distanza, il 25 gennaio del 2024, un commando di almeno tre rapinatori diede invece l’assalto ad un furgone che trasportava colli di sigarette. I malviventi affiancarono il furgone ed il suo autista quando questi era fermo per una consegna in via Einaudi. Anche in questo caso, le fasi della rapina furono registrate dalla telecamera del mezzo che, fedelmente, riportò quanto accaduto, consegnando ai poliziotti spunti decisivi per le indagini. I malviventi, brandendo una pistola, riuscirono a sottrarre 8 colli di sigarette e fuggirono lasciando interdetto l’autista.
Le immagini registrate di entrambi gli assalti sono risultate decisive, innanzitutto per far capire ai poliziotti del commissariato San Lorenzo che i due episodi criminali avevano più di un punto di contatto, anche per le modalità spicce e violente di chi aveva portato gli assalti.

Gli agenti, in questi mesi, si sono convinti infatti che un rapinatore fosse comune ai due episodi, anche alla luce dell’utilizzo degli stessi indumenti che, a casa di quel giovane, B.G., sono stati per altro ritrovati e sequestrati. Benché tutti i rapinatori, in entrambi i casi, abbiano agito a volto coperto, grazie alla loro conoscenza del territorio i poliziotti hanno ritenuto di associare l’identità di quell’assalitore che aveva usato gli stessi vestiti nel corso dei due assalti ad un pregiudicato dello Zen, non solo per la compatibilità della statura e di altre caratteristiche somatiche ma anche per la particolare pigmentazione su un braccio riconducibile ad un particolare tatuaggio, segno quest’ultimo particolarmente distintivo.

Uno dei colli di sigarette rubati, inoltre, era munito di gps che aveva mappato il percorso dello scatolone e, quindi anche di chi quel cartone aveva rubato. Il gps aveva segnalato che quello scatolo aveva concluso la sua corsa in un appartamento dello Zen che, risulta essere il domicilio di B.G., identificato quale rapinatore dai poliziotti. Il gps di quello scatolo, dopo una breve permanenza in quel domicilio è stato abbandonato in una discarica non distante dall’abitazione.

Il giovane dello Zen, più volte, è risultato associarsi, spesso anche per delinquere, a L.R.D., che gli agenti ritengono di avere identificato quale uno dei tre responsabili della rapina portata a compimento al furgone di sigarette. Nei confronti di quest’ultimo individuo, che, al momento, dovrà rispondere soltanto della rapina al furgone di sigarette, i poliziotti hanno raccolto rilevanti riscontri, anche sulla base di attività tecniche che hanno portato il gip ad emettere anche nei suoi confronti una misura cautelare.

Per l'assalto al furgone gli agenti cercano quindi il terzo complice.

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