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Ricreazione in classe, protesta e lezioni bloccate al liceo Einstein di Palermo

Gli studenti dello scientifico si sono rifiutati di entrare in aula. La decisione del preside giustificata dalla mancanza di spazi adatti a ospitare i ragazzi

Oggi (11 ottobre) gli studenti del liceo scientifico Albert Einstein di Palermo hanno bloccato le lezioni, rifiutandosi di entrare in classe. La motivazione che li ha spinti a protestare è stata la recente decisione del preside di precludere agli studenti la possibilità di fare ricreazione al di fuori delle aule.

La scelta del dirigente, Giuseppe Polizzi, sarebbe giustificata dalla mancanza di spazi adatti a ospitare gli studenti nei momenti di pausa all’interno dell’istituto. «Durante la ricreazione - si legge in una circolare - è possibile allontanarsi dalla classe solo ed esclusivamente per usufruire dei servizi e delle macchinette o della fontana del pianterreno per un tempo ragionevolmente limitato per consentire una turnazione degli allievi».

E ancora: «I docenti dovranno effettuare la sorveglianza della classe in aula e consentiranno l’uscita a turno di pochi allievi, mentre i collaboratori scolastici effettueranno la vigilanza negli spazi comuni».

La risposta degli studenti è stata decisa: «Non siamo disposti a stare per sei ore, ogni giorno, rinchiusi tra le mura delle nostre classi, senza la possibilità di uscire, socializzare e incontrarci - dice Simona Lo Monaco del collettivo Spezza il Silenzio -. Crediamo che la scuola non debba essere semplicemente uno spazio dove stare tutto il giorno seduti, ascoltando passivamente le lezioni, ma crediamo che debba essere, tra le altre cose, uno spazio di socialità, che ci permetta di confrontarci e stare insieme».

La protesta del liceo Einstein sta seguendo una scia di proteste nate anche in altre scuole superiori di Palermo per motivi simili, organizzate dagli studenti del coordinamento Studenti Palermitani.

«Non ci fermeremo fino a quando non avremo ottenuto una risposta e una soluzione da parte del preside - continua Alessia Russo del collettivo Einstein -. crediamo che questa decisione, che lui ha preso senza consultare nessuno di noi studenti, sia assolutamente ingiusta, ed evidenzi quanto poco noi studenti veniamo presi in considerazione da parte dell’istituzione scolastica. Vogliamo essere protagonisti delle scelte che riguardano la scuola in cui studiamo e che viviamo ogni giorno, e vogliamo che queste scelte prendano in considerazione le necessità di noi studenti».

Il dirigente scolastico, però, chiarisce che non è cambiato nulla rispetto agli scorsi anni e che la circolare è stata probabilmente male interpretata o addirittura «strumentalizzata». «Abbiamo già provveduto a eliminare una frase che potrebbe risultare equivoca - spiega il preside Polizzi -. Non c’è alcuna intenzione di chiudere gli studenti in classe, ma solo di tutelarli ed evitare che si riversino senza controllo e in massa nel terrazzo. Siamo disponibili a modificare le disposizioni, che comunque sono identiche agli anni passati. Abbiamo già convocato un’assemblea con studenti e docenti per trovare una quadra e diffuso una nuova circolare con ulteriori chiarimenti. Troppo allarmismo per nulla».

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