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L'INCHIESTA

False vaccinazioni a Palermo, svolta nelle indagini dopo il racconto dell'infermiera arrestata

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Un fermo immagine di un video diffuso dalla polizia

L'inchiesta sulle false vaccinazioni ha portato oggi a due nuovi arresti. Francesca Di Cesare, assistente di uno studio medico, e Salvatore Pepe, medico in pensione.

Le indagini della Digos, coordinate dal procuratore aggiunto di Palermo Sergio Demontis e dal sostituto Felice De Benedittis, hanno consentito di svelare, anche grazie alle intercettazioni, il collegamento con l'infermiera Anna Maria Lo Brano, arrestata a dicembre scorso, che effettuava le finte inoculazioni all'hub della Fiera del Mediterraneo.

L’inchiesta, nata dopo un controllo su alcuni certificati, aveva già portato a due blitz. Nel primo, alla fine del 2021, erano finiti in manette anche il leader dei No Vax siciliani Filippo Accetta e un commerciante palermitano, Giuseppe Tomasino. Nella seconda operazione, a gennaio, era stata arrestata una seconda infermiera Giorgia Camarda, che poi a marzo fu destinataria di una nuova ordinanza perchè accusata di altre 47 false vaccinazioni.

La svolta nell'inchiesta è arrivata dalle rivelazioni della prima infermiera coinvolta nel caso, Anna Maria Lo Brano, che dopo l'arresto ha deciso di collaborare con gli investigatori, ammettendo tutti i reati che le sono stati contestati e facendo il nome di colleghi che avrebbero concorso nelle false vaccinazioni. Tra loro ci sono anche gli ultimi due arrestati, ovvero la segretaria di uno studio medico Francesca Di Cesare e il medico Salvatore Pepe che all'epoca dei fatti aveva concluso il suo rapporto di accreditamento con il servizio sanitario nazionale ma aveva ancora alcuni pazienti da assistere.

Il sistema usato dalla due infermiere era lo stesso: versare la dose vaccinale in un quadrato di garza e fare la finta iniezione. "Ci auguriamo che sia l'ultimo tassello di questa sconcertante vicenda - commenta Rosario Iacobucci, responsabile dell’hub vaccinale della Fiera del Mediterraneo -. Resta l'amaro in bocca perché ancora una volta sembra essere coinvolto un operatore sanitario e questo per noi è ulteriore motivo di dispiacere. Probabilmente il collega non ha partecipato con grande orgoglio alla campagna vaccinale che ha permesso di arginare questa pandemia".  Poi aggiunge: "Restano due fatti positivi: innanzitutto il contesto è limitato a poche decine di vaccinazioni rispetto alle 850mila dosi somministrate alla fiera del mediterraneo e poi la struttura commissariale è completamente estranea ai fatti e ha collaborato alle indagini fin dal primo momento".

 

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