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DOPO LA TRAGEDIA DI MARTEDÌ

Nuovo dramma all'Ucciardone di Palermo: detenuto tenta il suicidio, è grave in ospedale

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Il carcere Ucciardone di Palermo

Un altro detenuto del carcere Ucciardone di Palermo trovato in cella con la corda attorno al collo, a distanza di 3 giorni dal suicidio del giovane di 25 anni. Ha tentato di togliersi la vita, ma gli agenti della polizia penitenziaria e i medici del carcere sono riusciti a togliergli il lenzuolo attorno al collo. L'uomo, 31 anni, è stato portato d'urgenza dal 118 all'ospedale Villa Sofia dove si trova intubato in condizioni critiche.

Martedì scorso invece la tragedia in carcere non era stata evitata. Il giovane avrebbe scelto il momento del cambio turno degli agenti della polizia penitenziaria per compiere il suicidio. Il personale montante si è accorto di quel che era successo quando ha distribuito il cibo. Dall'Ucciardone hanno fatto sapere che si trattava di un ragazzo psicologicamente provato che era già seguito da figure professionali specifiche.

L'inchiesta sul detenuto morto suicida martedì scorso

Sul caso del ragazzo morto suicida intanto è stata aperta un’inchiesta, come ha scritto ieri il Giornale di Sicilia, ma è al momento contro ignoti. Il pubblico ministero Vittorio Coppola darà incarico al medico legale di eseguire l’autopsia.

Il giovane era in carcere per un cumulo pene, furti e rapine che gli erano costati una condanna che sarebbe terminata fra due anni e 8 mesi. Il legale dei suoi familiari ha fatto sapere come i parenti avessero da tempo lanciato l’allarme sulle sue condizioni. È emersa, infatti, la relazione di uno psicologo che aveva rilevato una «difficoltà psico-emotiva» e un «disturbo del comportamento». A febbraio del 2020 era stato necessario un ricovero in ospedale, mentre il 28 aprile era partita un’istanza al giudice di sorveglianza per segnalare «condizioni di salute incompatibili col regime carcerario».

Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale ha sottolineato che si trattasse di un detenuto a rischio ricordando che è il «nono suicidio del 2022. Faceva parte di quei detenuti cosiddetti problematici e a rischio suicidario a cui mancava poco per terminare la pena. Misure per il carcere e misure distensive per ridurre il sovraffollamento non sono più rinviabili».

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