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VIOLENZA SULLE DONNE

Gangi: una panchina rossa per Alessandra Cità, uccisa a Milano dal compagno

Al Comune l'ha donata la famiglia della tranviera assassinata nell'aprile del 2020. Per quel delitto Antonio Vena è stato condannato all'ergastolo lo scorso luglio
violenza sulle donne, Palermo, Cronaca
L'inaugurazione della panchina rossa per Alessandra Cità, a Gangi

Una panchina rossa a Gangi per ricordare Alessandra Cità, uccisa nella notte fra il 19 e il 19 aprile del 2020 dal compagno Antonio Vena, che per il delitto è stato condannato in primo grado all’ergastolo.

Entrambi originari di Gangi, vivevano in provincia di Milano, a Truccazzano. Un amore non più corrisposto da Alessandra. Avevano entrambi 47 anni quel maledetto 18 aprile 2020. Lui, Antonio Vena, impiegato in una ditta di serramenti, con precedenti penali, nato e cresciuto a Gangi e poi trasferitosi al Nord Italia. Lei, Alessandra Cità, tranviera dell’Atm, era nata al Nord ma aveva pure origini della cittadina madonita. Vena l’ha uccisa con un colpo di fucile a pompa alla testa. Poi, intorno alle due, si è presentato alla caserma dei carabinieri di Cassano d’Adda per confessare quanto aveva fatto.

Si conoscevano da molti anni, essendo originari dello stesso paese. Si erano poi ritrovati a Milano e avevano iniziato una relazione sentimentale, che era andata avanti per circa otto anni, quando lei aveva deciso di lasciarlo. Una scelta che lui non accettava.

La coppia era solita trascorrere il week-end sotto lo stesso tetto, visto che l’uomo, negli altri giorni della settimana, lavorava a Bressanone. Ma l’arrivo improvviso del lockdown li aveva costretti a vivere insieme più a lungo e in quel contesto è esplosa la rabbia dell’uomo, che non accettava l’idea della separazione.

Alessandra era tranviera dell'Atm, l'azienda dei trasporti milanese. La Corte d'Assise di Milano (presidente Ilio Mannucci Pacini), accogliendo la richiesta di pena del pm Giovanni Tarzia, ha condannato Vena all’ergastolo. Ma la condanna non restituisce la pace alla famiglia di Alessandra, che ha voluto donare al Comune di Gangi una panchina rossa in sua memoria. La panchina è stata sistemata in piazzetta Bongiorno ed inaugurata nel giorno dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne.

Il Comune di Gangi, per l’occasione, ha organizzato un evento per «ribadire l'impegno contro ogni forma di violenza», come si legge in un comunicato. Un incontro è stato organizzato dalla Fidapa di Gangi in collaborazione con l'amministrazione comunale e si è tenuto presso l’aula polifunzionale del paese. «È stata una giornata emotivamente intensa, quella organizzata dalla Fidapa – afferma il sindaco Francesco Migliazzo - qualificata dall’intervento del procuratore aggiunto di Palermo, la dottoressa Annamaria Picozzi».

Alla fine del convegno, alla presenza degli studenti, e dopo l’accensione della torre campanaria, illuminata per l'occasione di rosso, è stata inaugurata la panchina in ricordo di Alessandra Cità. Il sindaco ha espresso alla famiglia il cordoglio della comunità.

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