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IL BILANCIO

Il 169° anniversario di fondazione della polizia, a Palermo in un anno 874 arresti

Sono 874 gli arresti effettuati dalla polizia a Palermo dall'1 aprile del 2020 al 31 marzo dell'anno in corso. I dati, in occasione del 169esimo anniversario di fondazione della polizia. A livello nazionale, dal 10/3/2020 al 16/3/2021 gli agenti hanno effettuato  quasi 38 milioni di controlli alle persone e più di 9 milioni e mezzo agli esercizi commerciali.

In provincia di Palermo sono state 5.516 le persone denunciate per vari reati e, come detto, 874 quelle arrestate; sono stati sottoposti a controllo 83.527 veicoli. Complessivamente, inoltre, sono state identificate 331.218 persone. Sul fronte della polizia giudiziaria, pur avendo la pandemia prodotto un sensibile effetto deflattivo delle condotte delittuose, gli Uffici operativi della Questura di Palermo hanno dovuto fronteggiare fenomeni criminali di rilievo, come emerso da importanti indagini condotte dalla Squadra Mobile, nel contesto di una criminalità "ibrida", caratterizzata dall’alleanza tra storiche famiglie di "cosa nostra" e mafia nigeriana.

Con le operazioni "Sister White" del 19 dicembre e "Showdown" del 4 febbraio, i poliziotti della Mobile palermitana hanno smantellato questi gruppi criminali stranieri, ormai vere e proprie associazioni mafiose, capaci di inondare di fiumi di droga le strade del capoluogo; una delinquenza priva di scrupoli anche in relazione alla dimostrata capacità di distruggere ogni forma di competizione interna dei gruppi criminali di connazionali, concorrenti nel perseguimento di analoghi, lucrosi, interessi criminali. Con l’operazione "Glauco 4", la Polizia di Stato ha smantellato associazioni che favorivano l’immigrazione clandestina in Italia e ricorrevano ad illegali prestazioni e dazioni di denaro per soddisfare gli esosi onorari di chi organizzava e gestiva i viaggi della speranza dal continente africano alle coste siciliane.

Ininterrotto anche l’impegno degli agenti palermitani sul fronte del contrasto al crimine organizzato "nostrano": con le operazioni "Padronanza", "Ruina", "Mosaico" ed altre portate a termine nei quartieri di Brancaccio, Cruillas e dello Zen, la Polizia di Stato, con arresti e sequestri, è penetrata nel tessuto criminale di storici quartieri mafiosi cittadini. Tra gli ambiti operativi più intensi per i poliziotti della provincia palermitana, si deve altresì menzionare quello determinato dalla gestione degli interventi di c.d. codice rosso, vale a dire quelle fattispecie di violenza di genere che, in tempi di restrizioni e limitazioni dovute all’emergenza epidemiologica, hanno registrato un incremento esponenziale pari a 786 casi nel periodo marzo '20 - marzo '21. In un periodo storico in cui tutti i cittadini sono stati costretti a trascorrere più tempo in casa, la posizione delle donne sembra essersi ulteriormente indebolita, tanto da farne la vittima principale della violenza che si svolge all’interno delle mura di casa. In questo complesso scenario, la Polizia di Stato palermitana ha dovuto bilanciare sapientemente, ancora una volta, la forza dell’azione repressiva nei confronti di stalker e soggetti maltrattanti con l’arte della persuasione alla denuncia nei confronti delle vittime.

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Ininterrotto anche l’impegno degli agenti palermitani sul fronte del contrasto al crimine organizzato "nostrano": con le operazioni "Padronanza", "Ruina", "Mosaico" ed altre portate a termine nei quartieri di Brancaccio, Cruillas e dello Zen, la Polizia di Stato, con arresti e sequestri, è penetrata nel tessuto criminale di storici quartieri mafiosi cittadini. Tra gli ambiti operativi più intensi per i poliziotti della provincia palermitana, si deve altresì menzionare quello determinato dalla gestione degli interventi di c.d. codice rosso, vale a dire quelle fattispecie di violenza di genere che, in tempi di restrizioni e limitazioni dovute all’emergenza epidemiologica, hanno registrato un incremento esponenziale pari a 786 casi nel periodo marzo '20 - marzo '21. In un periodo storico in cui tutti i cittadini sono stati costretti a trascorrere più tempo in casa, la posizione delle donne sembra essersi ulteriormente indebolita, tanto da farne la vittima principale della violenza che si svolge all’interno delle mura di casa. In questo complesso scenario, la Polizia di Stato palermitana ha dovuto bilanciare sapientemente, ancora una volta, la forza dell’azione repressiva nei confronti di stalker e soggetti maltrattanti con l’arte della persuasione alla denuncia nei confronti delle vittime.

In altre circostanze, l’"esserci sempre" della Polizia di Stato si è concretizzato nel salvataggio di vite umane: è il caso della neonata che aveva smesso di respirare e che una pattuglia di Poliziotti di Quartiere ha soccorso portandola d’urgenza in ospedale, dove i medici l’hanno presa in cura. O ancora quando, lo scorso 4 febbraio, dentro un’abitazione alla Zisa, un bimbo di soli 4 anni ha dato una dimostrazione di tempra e coraggio, prima prova superata per la realizzazione del suo sogno di diventare poliziotto. Il piccolo Andrea, solo in casa con la nonna, colta da malore, con presenza di spirito ha chiamato il "NUE 112": al poliziotto che lo ascoltava al telefono ha descritto l'accaduto, riuscendo a fornirgli anche l’indirizzo di casa. Ha così permesso che la volante lo raggiungesse per prestare i soccorsi alla nonna.

Ancora l’11 giugno ed il 12 ottobre, grazie a due staffette effettuate dalla Polizia Stradale, sono state salvate altrettante vite di adolescenti: nel primo caso i poliziotti, con sirene e lampeggianti, hanno aperto un varco nel muro di vetture che congestionavano un tratto autostradale della A19, all’altezza di Termini Imerese in direzione di Palermo, ad un automobilista proveniente da Catania che viaggiava con il figlio in macchina. Quell'intasamento, oltre a rallentarne l’arrivo nel capoluogo, destinazione "Ismett", avrebbe compromesso l’operazione per il trapianto di un rene al piccolo. Oggi quel bambino vive, gode di buona salute ed è un "amico" dei poliziotti. Stesso lieto fine per il bimbo di una coppia di turisti che, in ottobre, in provincia di Palermo, ha accusato un malore. L’auto del padre, infatti, che lo avrebbe dovuto trasportare nel capoluogo, ha avuto un’avaria e si è fermata in autostrada, quando il bimbo aveva ormai perso i sensi. Una pattuglia della Polizia Stradale ha raccolto l’allarme lanciato dai genitori e ha caricato a bordo il bimbo e la mamma, conducendoli all’Ospedale dei Bambini. Anche quel bimbo, oggi, sta bene e da grande sogna di salvare vite indossando la divisa di poliziotto.

Negli ultimi 12 mesi, anche la tutela della salute degli animali è stata oggetto dell’azione di polizia. Basti citare l’episodio del violento maltrattamento, da parte di un cittadino rumeno che, in preda ai fumi dell’alcool, lanciava verso le vetture in sosta un cucciolo di meticcio. Un gesto sconsiderato che, a fronte dei guaiti del cagnolino e della riprovazione degli astanti, si è più volte ripetuto in modo crudele. Quando i poliziotti sono giunti su segnalazione dei cittadini, hanno bloccato l’uomo e preso in cura il meticcio, poi affidato al servizio comunale.

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