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SANT'AGOSTINO

Incendiato il portone di una chiesa a Corleone, la diocesi: "Compatti contro la mafia"

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Portone della chiesa di Corleone incendiato

Raid vandalico contro la chiesa di Sant'Agostino a Corleone. All’alba è stato dato alle fiamme il portone dell’edificio sacro in cui oggi si festeggia la festa liturgica del santo monaco bizantino Leoluca. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno spento l’incendio impedendo danni maggiori alla preziosa chiesa del XV secolo. Indaga la polizia.

Per il parroco, don Luca Leone, "certamente questo non farà mancare la preghiera per questa città e anche per questi ignoti vandali, affinchè per intercessione del Santo Monaco bizantino, il pentimento del male fatto porti frutti nuovi di conversione".

Il "faticoso e lungo lavoro di rinascita per questo paese", spiega la diocesi, ha visti impegnati in questi anni la Chiesa di Monreale, per mezzo della Caritas diocesana e in partenariato con Confcooperative Sicilia, nella valorizzazione e gestione dei beni culturali ecclesiali a Corleone: "Questa terra sarà bellissim" è un progetto di sviluppo di comunità, sostenuto con i fondi 8xmille.

Corleone, le foto dopo l'incendio in chiesa. Il sindaco: "Vile gesto"

Corleone, sottolinea la diocesi di Monreale, "ha una ricca tradizione religiosa e culturale e i parroci di Corleone, sono fortemente impegnati a indirizzare le nuove generazioni verso la strada della reazione morale alla mafia attraverso una crescita culturale e sociale per sostenere un processo di riappropriazione di una identità positiva". Non si conoscono le ragioni di "un gesto insensato" che nella festa di oggi "ha turbato" le celebrazioni liturgiche di San Leoluca.

La Cgil Palermo e la Cgil di Corleone esprimono "vicinanza" alla città di Corleone e condannano l’atto vandalico con il quale stamattina all’alba è stato dato fuoco al portone della storica chiesa di Sant'Agostino. Un "risveglio amaro" per la comunità nel giorno in cui si svolgono i riti religiosi per la ricorrenza del santo patrono.

"Esprimiamo la più forte solidarietà alla Chiesa di Corleone, al parroco di san Leoluca Luca Leone e a tutta la comunità, ferita proprio nel giorno della festa del patrono del paese, san Leoluca - dice il segretario Cgil Palermo Mario Ridulfo - in attesa di capire le dinamiche e le responsabilità di questa azione, condanniamo un gesto che colpisce al cuore i sentimenti di una intera comunità, impegnata in una grande opera di riscatto e di progresso in nome della legalità e dello sviluppo. Chiediamo agli investigatori di fare luce al più presto per individuare i responsabili di questo atto e comprendere le motivazioni alla base di questa azione". "La Camera del lavoro di Corleone - aggiunge il segretario Cosimo Lo Sciuto - è vicina alla comunità parrocchiale di San Leoluca. Siamo certi che quel che stamani è accaduto darà ulteriori stimoli per l’opera di evangelizzazione ed emancipazione che da anni viene porta avanti nel nostro centro. Il primo marzo per molti è un giorno come tanti, ma se sei corleonese no. Il primo marzo è Santu Luca, concittadino e protettore della città. E questo primo marzo è diverso, perchè qualcuno ha pensato di appiccare un incendio al portone della Chiesa di Sant'Agostino, che si accingeva ad ospitare i riti religiosi per il Santo Leoluca. Sarà la polizia a chiarirne le dinamiche, ma sul gesto dobbiamo interrogarci tutti, in una società come la nostra che troppo spesso lamenta di essere bersaglio mediatico, ma che ancora si trova a fare i conti con questi atti criminali".

"Sdegno e condanna per il vile atto incendiario ai danni della chiesa di Sant’Agostino a Corleone nel giorno della festa patronale". Lo ha espresso il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che ha voluto chiamare al telefono il sindaco del centro palermitano, Nicolò Nicolosi e l’arcivescovo della Diocesi, Michele Pennisi. "A qualcuno forse starà dando fastidio l'intesa con la quale le Istituzioni civili e quelle religiose lavorano da anni per restituire serenità alla comunità corleonese. Sono sicuro - conclude - che l’atto sacrilego non impedirà il percorso virtuoso avviato".

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