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CORTE D'ASSISE D'APPELLO

Mafia: a Palermo pena ridotta al pentito Salvatore Sollima accusato di omicidio

La prima sezione della corte d’assise d’appello di Palermo ha ridotto da 20 a 14 anni la condanna inflitta al pentito di mafia Salvatore Sollima, di Altavilla Milicia (Palermo), imputato di omicidio ed estorsione, aggravati dall’agevolazione di Cosa nostra.

Sollima in primo grado aveva fruito della riduzione di pena prevista per i collaboratori di giustizia solo per l’accusa relativamente meno grave, avere chiesto il pizzo, mentre per il delitto che vide vittima Girolamo Bruno, assassinato nel 2006 a Monreale (Palermo), non aveva ottenuto sconti. Ora invece il collegio presieduto da Mario Fontana gli ha portato la pena a 14 anni. Eliminate anche alcune pene accessorie. Il delitto sarebbe stato legato alla droga, presunto mandante Rosario Profeta, contro cui però non erano stati trovati elementi sufficienti per chiedere il giudizio.

Nel processo erano imputati pure tre imprenditori, che rispondevano di favoreggiamento e oggi sono stati assolti, dopo avere incassato una condanna a un anno e 4 mesi, pena sospesa: dopo avere in un primo momento negato il pagamento delle estorsioni avevano ammesso i fatti, tacendo però i nomi degli esattori, tra i quali c'erano persone accusate da Sollima. Gli assolti sono Carmelo e Pietro Ribaudo, padre e figlio, e Franco Scalzo. AGI

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