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L'APPUNTAMENTO

Coronavirus e ambulatorio popolare, esperti a confronto a Palermo

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Si torna a discutere di diritto alla salute a Palermo, con i riflettori inevitabilmente puntati anche sull'emergenza pandemica. L'occasione è l'assemblea pubblica indetta il 19 giugno alle 18 dal centro sociale Ex Karcere e dall'ambulatorio popolare Centro Storico, nei locali di via San Basilio 17 a Palermo.

Protagonisti del dibattito, tra l'altro saranno alcuni dei medici e degli operatori sanitari che sono stati in trincea nel fronteggiare l'emergenza all'interno degli ospedali Covid di Palermo: tra questi, Franco La Barbera, internista endocrinologo e segretario aziendale della Cgil Medici.

L'iniziativa nelle intenzioni degli organizzatori, servirà anche a far conoscere gli obiettivi e le future iniziative dell’ambulatorio popolare Centro Storico, le cui attività rivolte ai quartieri del centro storico, organizzate proprio dal centro sociale Ex Karcere, diverranno effettive a partire dal prossimo settembre.

Quello che sorgerà in via San Basilio ricalca sostanzialmente l'esperimento di ambulatorio di quartiere realizzato a Borgo Vecchio nei locali del centro sociale Anomalia, in sostegno del quale è stata di recente lanciata nel capoluogo siciliano, una campagna di crowfonding.

"L’ambulatorio popolare si porrà l’obiettivo di programmare e coordinare il servizio medico da offrire agli abitanti dei quartieri del centro storico - spiega Silvia Fabra, una dei portavoce - stimolando il contributo pratico di numerosi medici, abitanti dei quartieri, cittadini. Si proverà a garantire un’ampia gamma di specializzazioni mediche, tra queste: ginecologia, cardiologica, odontoiatria, pneumologia, medicina interna, ortopedia, dermatologia. Alle visite mediche, rigorosamente gratuite, si potrà accedere tramite un servizio di segretariato sociale che gestirà le prenotazioni attraverso un numero di telefono dedicato".

Verranno inoltre realizzate una serie di assemblee pubbliche sul tema della salute e dell’igiene, aperte a tutti, per promuovere e affrontare temi centrali e funzionali all’educazione sanitaria.

“Il diritto alla salute deve essere garantito a tutti - continua Fabra - nonostante le istituzioni siano al momento incapaci di farlo. Questo però non vuol dire che vogliamo sostituirci allo Stato nell’erogazione di uno dei servizi più importanti, ma che vogliamo sperimentare nuove forme di autodeterminazione e auto organizzazione dei territori, aprendo una vertenza contro i tagli e le politiche statali in ambito medico-sanitario”.

"L'assemblea di Venerdì – conclude-  sarà un'occasione per discutere pubblicamente con esperti del settore dei temi di privatizzazione e dei tagli alla sanità pubblica, di porsi l'interrogativo del perché in Sicilia ci sia stata una minor diffusione del virus e per capire quale dovrebbe essere il ruolo dei medici di base".

 

 

 

 

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