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L'INCHIESTA

Da manager Asp a commissario anti-coronavirus: chi è Antonino Candela, arrestato per corruzione

Dopo l'addio alla direzione dell’Asp di Palermo, incarico che aveva ricoperto sotto il governo Crocetta, era uscito di scena per poi tornare a sorpresa sulla cresta dell'onda nella sanità siciliana con la nomina da parte del governo Musumeci a preposto e coordinatore dell’emergenza Coronavirus in Sicilia. Antonino Candela, 55 anni, medaglia d’argento al merito della Sanità pubblica, è stato arrestato oggi dalla guardia di finanza per corruzione nell'ambito dell'operazione "Sorella Sanità".

Finita la parentesi all'Asp di Palermo, era stato indicato come commissario dell’Asp di Cosenza, nomina che però poi non andò in porto. Durante il suo incarico a Palermo, Candela era finito sotto scorta dopo aver denunciato ai magistrati le pressioni per pilotare le gare d’appalto per la fornitura di pannoloni e materiale sanitario agli ospedali.

Proprio per questa vicenda, nel 2014, era stato arrestato l’ex manager dell’Asp, Salvatore Cirignotta.
Per le sue denunce di irregolarità negli appalti, l'ex manager dell'Asp aveva anche subito minacce e lettere intimidatorie.

Le iniziative per la legalità, erano valse a Candela i complimenti dell'allora presidente della Regione Rosario Crocetta e dell'assessore alla Sanità del tempo, Lucia Borsellino, per i risparmi ottenuti dalla sua gestione. Durante la sua gestione, infatti, erano state revocate diverse gare d'appalto con risparmi per circa 54 milioni di euro: 10 per la base d'asta della fornitura di pannoloni, 6 per la base d'asta dei sistemi informativi dell'azienda, 18 per l'appalto dei sistemi di vigilanza e circa 20 milioni il servizio di gestione e manutenzione degli impianti tecnologici.

"Un record raggiunto - aveva spiegato Antonio Candela - con una serie di aggiustamenti che tengono conto anche di alcuni fattori prima non inclusi nelle ex basi d'asta delle gare". Contro queste revoche erano stati presentati diversi ricorsi al Tar, al Cga e al Consiglio di Stato, quasi sempre i giudici avevano dato ragione all'ex manager.

Una fama da manager di ferro che a metà marzo scorso gli era valsa la nomina a commissario per l'emergenza coronavirus in Sicilia. Un provvedimento del governatore, che dava seguito all’ordinanza del Capo del dipartimento della Protezione civile del 3 febbraio, istituiva infatti la struttura per l’emergenza sanitaria. Candela ha avuto il compito di relazionare direttamente al presidente, individuando all'interno degli uffici regionali il personale tecnico-amministrativo a supporto della struttura. Oggi il gip nella sua ordinanza lo definisce una "pessima personalità". Lui invece si definiva il "capo condominio della sanità", come emerge dalle intercettazioni.

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