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I rifiuti di Palermo fuori città, costi extra per i viaggi: Rap in crisi e personale in agitazione

Nessuno paga i costi per trasportare i rifiuti di Palermo nelle discariche catanesi, trasferiti altrove a causa della saturazione della VI vasca di Bellolampo e in attesa della realizzazione della settima. La Regione non ha ancora versato i 7,5 milioni, mentre il Comune non anticipa le somme: il risultato è che la Rap è sull'orlo della crisi.  Le ditte di manutenzione non vengono pagate regolarmente, gli interventi sui mezzi dunque a volte rallentano e di conseguenza il loro numero si riduce e ne risente l'intera città. Anche i sindacati annunciano lo stato di agitazione del personale.

"Regione e Comune hanno disatteso gli impegni assunti e i vari annunci, e per onorare questi costi aggiuntivi la Rap si è ritrovata in ritardo con il pagamento dei contributi da lavoro, avviando la rateizzazione verso l’INPS e ha inoltre registrato l’incremento del proprio debito nei confronti dei fornitori e dei manutentori dei mezzi, con ripercussioni evidenti sulla qualità del servizio che già risente della carenza di personale", dichiara la  Fit Cisl Sicilia, con il segretario generale Dionisio Giordano.

"Nel solo periodo compreso tra il 26 luglio e il 31 dicembre 2019 i gestori privati hanno emesso fatture per poco più 11 milioni di euro, cinque dei quali sono già stati pagati dall’azienda di igiene ambientale di Palermo, nell’attesa che il governo regionale mantenga l’impegno assunto per il trasferimento di almeno 7,5 milioni, anche il Comune di Palermo, si è impegnato a riconoscere alla Rap le somme necessarie a fronteggiare questi extra costi ma, nelle ultime settimane, la burocrazia comunale ha ingessato le operazioni propedeutiche alla certificazione di tale credito".

Agli 11 milioni di euro del 2019 - continua il sindacalista - si aggiungeranno i costi extra per il 2020, "un vero e proprio 'annus terribilis' con una previsione di circa 25 milioni solo per il trasferimento e conferimento dei rifiuti fuori Bellolampo. Se la Regione non mantiene gli impegni economici assunti, se la gara per la realizzazione della settimana vasca continua a essere una chimera, se la burocrazia comunale si avvinghia in contrapposizioni interne non producendo atti concreti per il riconoscimento del credito all’azienda, di certo non potranno essere i lavoratori a pagare per colpe e responsabilità altrui. Ci prepariamo alla mobilitazione".

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