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VIMINALE

Comune di Mezzojuso sciolto per mafia: bufera dopo il caso delle sorelle Napoli

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Il Comune di Mezzojuso

Sciolto per mafia il Comune di Mezzojuso. La decisione è stata presa dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell'interno Luciana Lamorgese.

Lo scioglimento, come si legge in una nota arriva "a seguito di accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali, a norma dell'articolo 143 del Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali ha deliberato lo scioglimento per diciotto mesi del Consiglio comunale di Mezzojuso (Palermo), e il contestuale affidamento dell'amministrazione dell'ente a una Commissione di gestione straordinaria".

Nei mesi scorsi il prefetto di Palermo, Antonella De Miro, aveva nominato gli ispettori della commissione di indagine per verificare eventuali condizionamenti da parte della criminalità organizzata all'interno dell'amministrazione.

Della commissione facevano parte un viceprefetto con funzioni di coordinamento, un vice questore, un maggiore dell’arma dei carabinieri, un tenente colonnello della guardia di finanza e un funzionario economico finanziario dell’amministrazione civile dell’Interno.

La commissione straordinaria che guiderà il Comune di Mezzojuso, sciolto per mafia dal Cdm, fino alle elezioni, è composta da Daniela Lupo, viceprefetto Vicario Valeria Gaspari, viceprefetto, Maria Cacciola, funzionario economico finanziario. Nelle more dell'emanazione del formale conclusivo decreto - dice la Prefettura - da parte del Presidente della Repubblica, valutata la sussistenza dei presupposti d'urgenza previsti dal comma 12 del citato art. 143, il prefetto De Miro, ha disposto, con provvedimento in corso di notifica, la sospensione immediata degli organi comunali di Mezzojuso e l'affidamento della provvisoria gestione dell'Ente Locale ai Commissari che si insedieranno domani.

Il sindaco Salvatore Giardina annuncia ricorso: "Ho appreso, dagli organi di stampa, della decisione del Consiglio dei Ministri di scioglimento del comune di Mezzojuso per il concreto rischio di infiltrazioni mafiose. Mi riservo di conoscere i contenuti della relazione e le motivazioni che hanno portato a una tale decisione e valutare successivamente il da farsi. Voglio rassicurare i cittadini di Mezzojuso perché restino fiduciosi nelle Istituzioni, sicuro che il nostro ordinamento legislativo garantisce strumenti e rimedi adeguati a far valere le nostre ragioni nelle sedi opportune".

E ancora: "Ringrazio gli assessori e i consiglieri comunali, ai quali non posso che confermare la fiducia che ho sempre in loro riposto - aggiunge - per aver continuato ad amministrare questo comune, nonostante la denigratoria campagna mediatica della quale siamo stati oggetto, nell'esclusivo interesse dei cittadini di Mezzojuso. Se avessi avuto un qualsiasi motivo per ritenere di non aver svolto il mio compito in maniera assolutamente rispettosa delle leggi e delle istituzioni, non avrei esitato un attimo a dimettermi. È doveroso, in questo momento, avere il dovuto riguardo e rispetto della deliberazione assunta dal Governo".

Sul provvedimento del governo interviene anche Irene Napoli, che con le sorelle Ina e Anna, in questi anni ha denunciato intimidazioni e atti vandalici: "Siamo soddisfatte della decisione del Consiglio dei ministri che costituisce un ulteriore riscontro su quanto noi abbiamo già denunciato e quanto noi abbiamo subito e che continuiamo ancora a subire".

Le sorelle hanno pubblicamente detto la mafia vorrebbe accaparrarsi le loro terre. "Prendo atto della decisione del consiglio dei ministri - afferma l'avvocato Giorgio Bisagna che assiste le sorelle Napoli - che ha rilevato il contesto sociale in cui sono maturati i ripetuti episodi criminosi a danno delle mie assistitile e al contempo esprimo la mia forte preoccupazione in quanto tali episodi criminosi continuano a ripetersi e auspico che a questo punto vengano adottare misure incisive per la protezione delle mie clienti".

© Riproduzione riservata

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