RIFIUTI

No alla privatizzazione della differenziata a Palermo, il progetto del sindacato Fiadel

Fiadel, raccolta differenziata, rifiuti, Palermo, Cronaca
Raccolta differenziata

Contenimento dei costi e gestione pubblica della raccolta dei rifiuti. Sono queste le linee guida del progetto che il sindacato Fiadel propone all’amministrazione comunale di Palermo per la gestione della raccolta differenziata, finalizzate al raggiungimento della soglia minima del 35% fissata dalla norma.

Partendo dalla sperimentazione nel territorio dal V step della previsto dal progetto Palermo Differenzia 2 a Brancaccio, l’ipotesi sperimentale proposta prevede la realizzazione di un centro comunale di raccolta dedicato. In quest’area la Rap gestirebbe direttamente le sole frazioni umido e frazione residua non riciclabile, organizzando il servizio con i mezzi  impiegati per la raccolta dell’indifferenziato e gli stessi uomini, informando l’utenza che la frazione umida e residuo non riciclabile verrà ritirata dai contenitori stradali.

Le restanti frazioni secche dovrebbero essere conferite dall’utente o in campane o contenitori stradali per carta, vetro, plastica o metalli, senza il riconoscimento di alcun corrispettivo, o direttamente presso il centro di raccolta con il vantaggio per l’utenza di vedersi riconoscere un corrispettivo pari a quanto il consorzio di filiera paga a Rap, in base all’accordo Anci-Conai  o un corrispettivo in buoni sconto da spendere presso esercizi convenzionati. Il sindacato Fiadel ha consegnato a RAP il progetto dettagliato.

Si tratta di una ipotesi sperimentale che per la Fiadel contiene molti punti di forza. Non incide sui costi di gestione del servizio da parte di Rap, mantenendo sostanzialmente il rapporto uno a uno rispetto alle risorse in atto impiegate per la raccolta con il sistema tradizionale di cassonetti stradali per l’indifferenziato.

Consente di recuperare efficienza ottimizzando l’utilizzo del  personale. Consente di incrementare in modo significativo la percentuale di RD (probabilmente ben oltre il 35% fissato come soglia minima, calcolato sul territorio di riferimento V step).  Contiene forti elementi incentivanti per il cittadino, che vedrebbe immediatamente valorizzati in termini economici i propri sforzi per effettuare un buon livello di separazione del rifiuto. Renderebbe disponibile per il cittadino sempre e con orari non vincolati alle fasce di conferimento attuali, un luogo dove legittimamente conferire quotidianamente il rifiuto prodotto (escluso l’umido e la frazione residua non riciclabile), senza rischi di incorrere in sanzioni e senza vincoli di calendario per le diverse frazioni, tipici del sistema porta a porta .  Eleverebbe il grado di credibilità dell’Azienda ed influirebbe positivamente sul livello di qualità del servizio percepita dall’utenza.

Per il sindacato aprirebbe un canale di comunicazione, informazione e sensibilizzazione con l’utenza utile anche per veicolare messaggi legati al valore ambientale della Raccolta Differenziata. Consentirebbe, infine, di mantenere internalizzato il servizio di Raccolta Differenziata anche delle frazioni secche su una porzione importante del territorio cittadino, che il recente bando di Rap offre a gestioni di privati, operando di fatto una privatizzazione di pezzi di servizi che strutturalmente rappresentano il core business aziendale, in un’ottica di difesa della salvaguardia degli attuali livelli occupazionali.

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