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L'INCHIESTA

Falsi incidenti a Palermo per truffare le assicurazioni pure dopo gli arresti: ragazzo rotto 3 volte

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La banda dei truffatori che avrebbe spaccato le ossa a persone disperate per simulare finti incidenti stradali si sarebbe sentita come invincibile, al sicuro, convinta di non poter essere scoperta e bloccata.

Un elemento che - come rimarcano gli investigatori della squadra mobile - dimostra ulteriormente la pericolosità del gruppo che, anche dopo il primo fermo dell'8 agosto scorso, avrebbe continuato ad operare imperterrita.

Salvatore La Piana, si legge sul Giornale di Sicilia in edicola, arrestato proprio nel primo filone di «Tantalo» ha successivamente rivelato che due giorni prima di finire in carcere «abbiamo rotto un ragazzo, era alla terza volta».

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Questo particolare emerge dalle quasi mille pagine che compongono il fermo «Tantalo bis» nel quale i procuratori aggiunti Ennio Petrigni e Sergio Demontis, assieme ai sostituti Daniele Sansone, Alfredo Gualtieri, Francesca Mazzocco ed Andrea Zoppi, che coordinano l'indagine, scrivono: «Il dato estremamente preoccupante, evincibile dalle ultime attività d'indagine, risiede senza dubbio nella febbrile e continua attività criminale del sodalizio, nonostante il clamore e l'allarme suscitati dal precedente fermo dell'8 agosto 2018. Dalle ultime intercettazioni, invero, emergevano una serie di conversazioni relative ad ulteriori episodi criminosi in fase di organizzazione, discussi da alcuni tra i sodali più attivi, ossia l'avvocato Graziano D'Agostino, Gioacchino “Ivan” Campora, Gesuè Giglio, Rita Mazzanares, Salvatore Arena e Mario Fenech».

Sul Giornale di Sicilia in edicola la versione integrale dell'articolo.

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