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Ippodromo di Palermo in mano alla mafia: libero l’ex driver Cintura

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Non reggono del tutto, davanti al tribunale del riesame, le accuse mosse dalla Procura contro quattro dei nove arrestati nell'ambito dell'operazione Corsa nostra che, il 7 dicembre, aveva messo in luce pesanti infiltrazioni da parte dei clan all’ippodromo.

I giudici (si legge sul Giornale di Sicilia in edicola) hanno infatti integralmente annullato l'ordinanza di custodia cautelare per due degli indagati - il boss Giovanni Niosi e il driver Natale Cintura - e parzialmente bocciato invece il provvedimento emesso nei confronti di altre due persone sotto accusa.

Queste ultime, Salvatore La Gala (difeso dagli avvocati Marcello Montalbano e Claudio Gallina Montana) e Giuseppe Greco (assistito dagli avvocati Corrado Sinatra e Annamaria Zampardi), dal carcere passano agli arresti domiciliari. Mentre Cintura (difeso dall’avvocato Vincenzo Giambruno) torna libero, Niosi (assistito da Corrado Sinatra e Debora Zampardi) resta comunque in cella: contro di lui restano infatti in piedi le contestazioni legate a un'altra inchiesta, «Talea», che di fatto era quella da cui, a dicembre del 2017, era nata Corsa nostra.

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