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Il caso Diciotti, i giudici di Palermo: «Nei primi giorni nessun reato. Difesi gli interessi nazionali»

Nella prima fase della «vicenda Diciotti», quella dal 15 al 10 agosto, non furono commessi reati ma vennero «difesi gli interessi nazionali». È quanto emerge dalle 60 pagine scritte dai giudici palermitani sulla vicenda dello sbarco dei 177 migranti che vede indagato anche il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Ne dà notizia il Giornale di Sicilia di oggi in un articolo di Riccardo Arena.

Per i fatti avvenuti dal 20 agosto in poi - riporta ancora il quotidiano -, quando la nave della Guardia Costiera ha preso la via di Pozzallo e di Catania, il tribunale dei ministri di Palermo ha omesso ogni verifica, a parte una semplice e generica ricostruzione, e il collegio per i reati ministeriali del capoluogo etneo potrà fare «ogni opportuno approfondimento» sulla posizione di Matteo Salvini.

Tutti i dettagli sul Giornale di Sicilia di oggi.

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