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CANTIERE FERMO

Palasport di San Giuseppe Jato, finanziamento a rischio

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SAN GIUSEPPE JATO. C’è il rischio di un danno erariale: la Ragioneria territoriale dello Stato propone la revoca del finanziamento per il palazzetto dello sport e della piscina.

L’opera, finanziata nel 2005 con sei milioni e 150 mila euro, presenta “un anomalo andamento dei lavori”. Di qui la proposta di “recupero delle somme ancora nelle disponibilità del Comune a tutela degli interessi erariali”.

La tegola, firmata dal direttore Michele Mario Branciforte, è arrivata negli uffici comunali nelle scorse settimane, ma è stata resa nota solo ieri, quando il Comune, per correre ai ripari, ha conferito un incarico ad un legale. La proposta di revoca è stata già inviata al Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Nei mesi scorsi la documentazione dei lavori era già finita in Procura per “problemi tecnici e anomalie contabili”. Ad inviare gli atti era stato il sindaco Davide Licari, dopo la relazione consegnata dall’ingegnere Fiorella Scalia.

Nelle dieci pagine scritte dall’ex responsabile dei Lavori pubblici si evidenziavano, infatti, spese tecniche non supportate da motivazioni concrete, sovrapposizioni di incarichi e opere difficilmente collaudabili.

Il cantiere aveva preso il via nel marzo del 2011, ma è in abbandono dal gennaio del 2014. Tre le ditte che, con due diverse cessioni di ramo d’azienda, si sono finora susseguite nei lavori: “Costruzioni Pozzobon”, “Bosco Aldo”, entrambe di Acireale, e “Sikelia costruzioni” di Santa Venerina.

Alle imprese sono stati finora pagati complessivamente 1 milione e 628 mila euro. Un altro milione è stato invece impegnato per spese tecniche tra incarichi esterni ed interni al Comune. Per i quali sono già state liquidate parcelle per circa 800 mila euro. In pratica è già stato speso oltre il 40% delle somme, ma sono state realizzare soltanto opere di sbancamento, la fondazione della piscina ed una paratia.

Ad intervenire sulla vicenda è il primo cittadino, Davide Licari: “Si tratta solo di una proposta di revoca, che riteniamo debole nei contenuti che non tengono conto di opere realizzate e successivi passaggi burocratici. Stiamo inoltre puntando alla risoluzione consensuale del contratto. Ricordo a tutti che il finanziamento risale alla precedente amministrazione, che in sette anni non realizzò l’opera. Quando nel 2012 ci siamo insediati - ricorda il sindaco - , abbiamo trovato un finanziamento di 6 milioni e 125 mila euro per realizzare un impianto il cui progetto prevede il doppio della spesa. Ciononostante abbiamo fatto di tutto per realizzarla, tentando di migliorarla con delle varianti. L’opera inoltre ha rischiato più volte di farci sforare il patto di stabilità, portando il Comune al dissesto".

 

LA REPLICA DEL SINDACO: “Smentisco il Sindaco Licari che sostiene che in sette anni l’amministrazione Siviglia non realizzò l’opera  anzi , dopo che l’allora opposizione consiliare artatamente denunciò alla procura della Repubblica il sottoscritto e gli ingegneri Roppolo e Gullo per l’affidamento dell’incarico di progettazione e la vicenda si concluse a fine 2010 con “ assoluzione con formula ampia e liberatoria perchè il fatto non sussiste ...” riuscì  ad un anno e mezzo dalla fine mandato ha iniziare i lavori. Privare i cittadini con  la risoluzione consensuale del contratto del palazzetto dello sport sarebbe un sacrilegio. Licari piuttosto che volere scrollarsi di responsabilità dovuta alla sua incapacità amministrativa si  preoccupi dei fondi a destinazione vincolata per il  Palazzetto che ha distratto, e del completamento di alcuni lavori finanziati dall’amministrazione Siviglia che non è stato capace , a distanza di circa 5 anni , di portarli a buon fine. Lo invito pertanto ad un confronto pubblico affinchè i cittadini possano sapere la verità”.

© Riproduzione riservata

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