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IMMIGRAZIONE

Sbarco di 173 migranti a Palermo, fermati otto scafisti

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Il peschereccio è stato soccorso dalla motonave spagnola e dal natante della Guardia Costiera italiana

PALERMO. Otto presunti scafisti, sette egiziani ed un siriano, sono stati fermati dai finanzieri del Gico e dal personale del gruppo interforze contrasto immigrazione clandestina di Siracusa. Ieri, al porto di Palermo sono sbarcati 173 migranti, trasportati della nave “Rio Segura” della Guardia Civil spagnola, soccorsi in acque internazionali lo scorso 12 maggio.

Sbarco a Palermo, nomi e foto degli otto scafisti fermati

Sono stati individuati gli otto scafisti del peschereccio era partito giorni addietro dalle coste libiche e giunto in acque internazionali dopo aver raccolto diversi gruppi di migranti anche sulle coste egiziane, per un totale di 515 passeggeri di diverse nazionalità subsahariane e mediorientali. Tra i fermati Muhammad Ahmad, egiziano di 24 anni, Ibrahim Ahmed, egiziano di 28 anni, Ali Mohammed, egiziano di 20 anni, Saber Essaied Salah, egiziano di 33 anni, Khaled El Omari, siriano di 35 anni, Ismail Mahammad, egiziano di 33 anni, Khalil Hasan Ahmad Mahammad, egiziano di 25 anni, Hassan Ayman Ahmed,egiziano di 36 anni.

Il peschereccio è stato soccorso dalla motonave spagnola e dal natante della Guardia Costiera italiana “A. Peluso. Un gruppo di 173 migranti sono sbarcati a Palermo ed un secondo è sbarcato al porto commerciale di Augusta con i restanti 342.

L’efficace collaborazione degli investigatori, impegnati nelle due città ed affiancati ai soccorritori, ha consentito di ricostruire le drammatiche fasi di trasbordo e navigazione dalle coste nordafricane fino al canale di Sicilia. Il peschereccio, soccorso nel Canale di Sicilia, è solo l’ultimo punto di raccolta di una lunga serie di trasbordi effettuati attraverso piccole imbarcazioni dalle coste africane, nel corso della navigazione, durata oltre dieci giorni.

Dalle testimonianze raccolte è emerso, inoltre, un tragico spaccato delle sofferenze patite dai migranti, soprattutto nel corso della navigazione. I migranti sono stati costretti a pagare scafisti per avere acqua e cibo.
Il costante scambio di informazioni tra gli organi investigativi, impegnati sul fronte palermitano e siracusano ed i riscontri oggettivi avuti in tempo reale dalla Squadra Mobile di Palermo hanno permesso di individuare e procedere al fermo di indiziato nei confronti degli indagati per avere, in concorso tra di loro, favorito l’immigrazione clandestina. I presunti scafisti sono portati al carcere dei Pagliarelli.

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