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MISURE DI PREVENZIONE

Inchiesta sui beni confiscati, le aziende tolte ai boss e le richieste di assunzioni

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Nelle carte dell’inchiesta sul giudice Saguto spuntano segnalazioni per gli incarichi. E in un caso l’amministratore resiste: «È improponibile»
Gestione beni confiscati mafia, Silvana Saguto, Palermo, Cronaca
Bagagli, uno dei negozi sequestrati affidati all’avvocato Walter Virga

PALERMO.  «Io ricevo pressioni dal giudice per Sottosanti, dal presidente per gli agronomi... mi sono rotto i c...». I dolori del giovane Walter, Walter Virga, l’avvocato che a 33 anni era stato nominato amministratore di due patrimoni da circa un miliardo di euro (800 la misura Rappa, 200 circa quella relativa al gruppo Bagagli) erano legati anche alle nomine e alle assunzioni che gli venivano «segnalate» ai più vari livelli.

E non solo a lui. Tutto nella consapevolezza — così diceva al telefono un collaboratore di Virga, Alessio Cordova — che «è chiaro, la Saguto è quella che dà il lavoro, praticamente... Se c’è un posto, per esempio, tra 20 persone che lavoreranno a questa cosa, quel posto sarà tuo, perché gliel’ha detto la persona che dà il lavoro a lui». E la persona è Silvana Saguto, l’ex presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo.

L’inchiesta della Procura di Caltanissetta sulla gestione dei beni sequestrati e confiscati alla mafia sta facendo venire fuori anche gli aspetti legati all’inserimento nel mondo del lavoro, quando le aziende finiscono in mano agli amministratori giudiziari. La Saguto, oggi indagata, aveva sempre rivendicato la necessità di dare priorità al rapporto di fiducia e di conoscenza, per la gestione tutt’altro che facile di società e beni i cui proprietari, pur destinatari delle misure patrimoniali, tendono a condizionare, attraverso i dipendenti, l’operato degli amministratori.

È in questo ambito che si inserisce la segnalazione arrivata dal prefetto, Francesca Cannizzo (con la quale ieri abbiamo cercato invano di metterci in contatto), per un’assunzione da parte dell’amministratore giudiziario Alessandro Scimeca. «Io ti devo chiedere il favore per il prefetto — dice il 28 agosto l’allora presidente delle misure di prevenzione — di quello là (incomprensibile) da assumere, devi trovare...». Scimeca resiste: «Ma tu l’hai visto? Silva’, siamo tu e io...». «Tanino (Cappellano Seminara, altro amministratore, ndr) dice pure così — osserva la Saguto — il prefetto dice che invece...».

 

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