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Blitz con 39 coinvolti, insospettabili «agganci» al Policlinico

Secondo gli investigatori la famiglia mafiosa di Pagliarelli avrebbe potuto contare sull’appoggio di alcuni dipendenti

PALERMO. «Sempre a sua disposizione, digli». A parlare, il 31 gennaio del 2013, è un dipendente del Dipartimento amministrativo del Policlinico. E non si mette «a disposizione» di una persona qualsiasi, ma di Vincenzo Cancemi, personaggio di spicco della famiglia mafiosa di Pagliarelli. È una delle intercettazioni che fanno pensare ai carabinieri e ai magistrati che hanno coordinato l’operazione «Verbero» (che martedì ha portato a 33 arresti), che i boss avrebbero potuto contare su una serie di agganci all’interno della struttura ospedaliera, in cui si sarebbe peraltro consumato un tentativo di estorsione sui lavori di ristrutturazione.

 

Le indagini su questo fronte - così come quelle che riguardano l’affare della gestione mafiosa, secondo i pm, del bar che si trova all’interno del Civico - sono destinate per questo ad allargarsi. E coinvolgeranno probabilmente anche degli insospettabili. Perché di intercettazioni ce ne sono tante, in particolare tra Vincenzo Bucchieri - che secondo l’accusa avrebbe chiesto il pizzo - e diversi dipendenti della struttura intitolata a Paolo Giaccone, ucciso proprio dalla mafia nel 1982.

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