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Scoperta banda di falsari: 12 arresti tra Palermo, Napoli e la Calabria - Foto e Video

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Sequestrato di un container contenente 306.000 monete, da uno e due euro, per un importo complessivo pari a 556.000 euro

PALERMO. I Carabinieri di Palermo e della Sezione operativa del Comando Carabinieri Antifalsificazione monetaria di Roma stanno eseguendo un provvedimento di fermo, emesso dalla Procura di Palermo, nei confronti di 12 persone accusate di associazione a delinquere finalizzata alla falsificazione, introduzione nello Stato e spendita di monete false.

Si tratta di una vasta operazione realizzata nelle provincie di Palermo, Napoli, Salerno e Cosenza che fa luce su un'associazione criminale che si occupava dell'approvvigionamento e della distribuzione di monete metalliche contraffatte di altissima qualità che venivano importate dalla Repubblica popolare cinese.

Nell’ambito dell’indagine è stato eseguito il più importante recupero di monete false dall’introduzione dell’euro con il sequestro di un Container contenente 306.000 monete, da uno e due euro, per un importo complessivo pari a 556.000 euro.

La maxi inchiesta sugli euro falsi è scattata lo scorso aprile, nel corso delle indagini sull’omicidio Pandolfo, l’imprenditore ucciso al teatro del Sole da un gruppo di minorenni. Era emerso nel corso delle indagini che le prestazioni venivano pagate con euro falsi.  Nel corso dell’inchiesta venivano sequestrate 190 monete da due euro. Le monete sono state analizzate presso la Zecca dello Stato e i tecnici avevano stabilito che gli abili falsari sarebbero stati in grado di realizzare una grossa quantità di quegli euro. Una vera produzione di massa utilizzando lo stesso procedimento che utilizza la Zecca nella produzioni di monete.

Invece di ottenere i coni con il bagno galvanico per elettroerosione (tecnica sino ad ora riscontrata), i falsari hanno infatti seguito la più elaborata tecnica della modellazione a mano con apposite matrici e con il chiaro intento di realizzare una sorta di produzione “a ciclo continuo”.  Una tecnica simile è stata trovata a Palermo a Torre del Greco, Como,  Modena e, oltre i confini nazionali, a Malta.

La scoperta del container. Lo scorso 23 settembre è stato sequestrato un container proveniente dalla Cina. Nel corso di una perquisizione effettuata all’interno di un magazzino in Poggiomarino (Napoli), dove venivano trovati 306 tubolari di metallo, ognuno dei quali contenente 1.000 monete da un euro e due euro per un importo complessivo pari a 556.000 euro, appositamente preso in affitto da un’azienda, creata ad hoc per l’importazione delle monete, effettivamente gestita da Huang Zhongming, primo punto di contatto in Italia con l’importatore Yong Zhuangxiao.

     

Le successive analisi svolte sulle monete da parte di una task force internazionale di esperti anticontraffazione provenienti da otto paesi dell’eurozona individuati da Olaf attraverso il Centro Tecnico-Scientifico Europeo (Ctse), hanno permesso di comprendere che la produzione dei falsi è avvenuta con differenti lotti di coni utilizzati sino alla rottura. Questa tecnica, assolutamente innovativa nel campo dei falsi delle monete, è pericolosa sia in termini quantitativi che qualitativi del prodotto, motivo per il quale è stata interessata anche Europol che ha segnalato quanto emerso dall’inchiesta alle forze di polizia europee.

L’indagine ha permesso di ritenere che il ghanese Seidu Abdulai, 45 anni, fosse il punto di riferimento in Palermo per l’approvvigionamento e lo smercio di monete contraffatte. Il “leader” dell’associazione individuata, secondo le indagini dei carabinieri, coordinate dal Procuratore Aggiunto Bernardo Petralia, e dei Sostituti Procuratori Calogero Ferrara e Claudio Camilleri è Yong Zhuangxiao, che si trova nella Repubblica Popolare Cinese che, mantenendo contatti diretti con la zecca clandestina, anch’essa in Cina. Le monete arrivavano in Italia con alcuni corrieri Huang Zhongming, Ren Yuping, Huang Yunrui, Huang Hanxia, Dino Stancato, Antonietta Merolla e Vincenzo Verdoliva, tutti residenti in Campania. Insieme a loro la base palermitana è costituita da Seidu Abdulai, Sarah Idehen Oduwa, Gaetano Di Maria, Giovan Battista Filippone.

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