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LA SENTENZA

Coppia palermitana perse tutto coi bond argentini, la risarcirà banca Unicredit

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«Scarse informazioni sui rischi». La banca condannata a rimborsare i 55 mila euro che i due coniugi avevano investito. Ma annuncia ricorso: operato corretto

PALERMO. Cinquantacinquemila euro, i risparmi di tutta una vita. Andati in fumo perché investiti in bond argentini un anno prima che lo Stato sudamericano, a dicembre 2001, dichiarasse il default. È capitato a tante persone in Italia e non solo, ma nel caso di una coppia di settantenni della provincia di Palermo, difesa dall'avvocato Simona Santacolomba, non si sarebbe trattato solo di sfortuna o di scarsa oculatezza nell'investimento: secondo il giudice della quinta sezione civile del tribunale, Daniela Galazzi, infatti, nella vicenda «è evidente la carenza dell'operato della banca» perché «non vi è stata - si legge nella sentenza - alcuna informazione preventiva né circa il profilo degli attori (in modo da valutare se l'acquisto fosse o meno adeguato) né circa il titolo venduto».

Per questo l'Unicredit è stata condannata a risarcire la coppia (il marito nel frattempo è deceduto) con 50.910,03 euro, oltre agli interessi. L'ufficio stampa della banca preannuncia il ricorso in appello e ribadisce «la correttezza dell'operato di Unicredit e dei suoi dipendenti».
Gli anziani coniugi, che avrebbero seguito i consigli del direttore di una filiale del Banco di Sicilia (poi passata ad Unicredit), avevano deciso di investire i loro risparmi - 55 mila euro - in bond argentini nel novembre 2000.

Un investimento sicuro, tale da garantire «grossi guadagni» secondo il direttore e senza rischio di perdere il capitale investito. Nonostante il crac argentino, nel 2003 i titoli erano stati trasferiti su un conto depositi di un'altra banca. Solo nel 2011, con un estratto conto, la coppia avrebbe scoperto di aver perso tutto. Da qui la decisione di rivolgersi a un legale.

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