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PALERMO

Peculato: tre medici patteggiano, in quattro rinviati a giudizio

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PALERMO. Pur essendo tutti medici in servizio in strutture pubbliche – Civico, Villa Sofia-Cervello, Policlinico e Asp - erano stati autorizzati ad effettuare interventi di chirurgia plastica (soprattutto legati all’aumento delle dimensioni del seno, ma non solo) in studi e centri privati, ma avrebbero fatto la “cresta” sulle somme versate dai pazienti, omettendo di dichiarale (totalmente o solo parzialmente) agli ospedali in cui lavoravano. Uno di loro avrebbe partecipato a diversi interventi compiuti in regime di extramoenia mentre sarebbe stato però ufficialmente in malattia. Tre dei sette medici finiti sotto inchiesta per peculato stamattina hanno deciso di patteggiare la pena davanti al gup di Palermo Nicola Aiello, mentre gli altri quattro sono stati rinviati a giudizio (il processo inizierà il 12 gennaio davanti alla terza sezione del tribunale).

Bartolo Corradino, dirigente medico del Policlinico, ha patteggiato due anni (pena sospesa): avrebbe compiuto sei interventi di chirurgia plastica tra il 2009 ed 2010, intascando circa trentamila euro, ma dichiarandone con regolare fattura soltanto 1.500 circa. Salvatore Fortezza, dirigente medico all’ospedale Civico, ha patteggiato invece un anno ed otto mesi (pena sospesa): avrebbe compiuto otto interventi tra il 2008 ed il 2011, intascando circa trentaduemila euro, ma dichiarandone poco più di settemila. Infine, Saverio Aquilino, medico dell’Asp 6, in servizio all’ospedale Madonna dell’Alto di Petralia Sottana, ha patteggiato un anno e mezzo (pena sospesa): avrebbe partecipato a sette interventi chirurgici tra il 2009 ed il 2010 mentre sarebbe risultato ufficialmente in malattia.

Gli altri quattro imputati – Salvatore D’Arpa, medico del Policlinico, Francesco Mazzola, Dario Sajeva e Daniele Burrascano, tutti dipendenti degli ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello – saranno processati con l’ordinario. Anche loro sono accusati di avere eseguito o partecipato ad interventi chirurgici in regime di extramoenia, ma senza aver (in tutto o in parte) dichiarato le somme effettivamente incassate alle strutture pubbliche.

Maggiori dettagli nel Giornale di Sicilia in edicola domani.

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