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PALERMO

Sparatoria al mercatino del Cep, dietro il raid una lite che coinvolge due famiglie

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Carabinieri e polizia avrebbero già individuato i nuclei familiari al centro della vicenda, che in questi anni hanno avuto sempre dissidi e screzi. La donna ferita è la zia del calciatore Totò Schillaci. Le sue condizioni non sono gravi

PALERMO. Carabinieri e polizia avrebbero già individuato i nuclei familiari al centro della vicenda che ieri ha provocato il ferimento di due fratelli al mercatino di via Paladini al Cep e di una pensionata di 70 colpita alla gamba da un proiettile mentre faceva la spesa.

Sono due famiglie che in questi anni hanno avuto sempre dissidi e screzi. Ieri mattina il raptus che ha portato due giovani armati di calibro 38 a sparare ai due venditori ambulanti di meloni bianchi Maurizio Quartararo e il fratello Umberto.

Sparatoria al quartiere Cep di Palermo: le immagini

Ancora però gli uomini della squadra mobile e i militari non hanno individuato gli esecutori materiali del ferimento. Si sono acquisiti in queste ore i filmati di alcuni sistemi di videosorveglianza piazzati in alcuni negozi della zona. Sono stati sentiti i componenti dei due nuclei familiari per cercare di risalire al movente dell’aggressione.

L’anziana ferita Maria Maniscalco è la zia del calciatore Totò Schillaci. Le sue condizioni non sono gravi. Per lei una ferita alla gamba e tantissimo spavento. I due fratelli sono ancora ricoverati in ospedale. Maurizio è ancora intubato nel reparto del Trauma Center a Villa Sofia, le sue condizioni sono ancora gravi, ma non sarebbe in pericolo di vita. Umberto all’ospedale Cervello.

In questura a Palermo in queste ore sono stati sentiti diversi testimoni che hanno assistito alla sparatoria. Gli uomini della squadra mobile stanno cercando di individuare tutti gli elementi per cercare di stringere il cerchio attorno agli esecutori materiali che secondo alcuni residenti del quartiere del Cep apparterebbero al nucleo familiare imparentato con i venditori ambulanti, Maurizio e Umberto Quartararo, da tempo in contrasto tra loro.

Insieme ai testimoni sono stati ascoltati i parenti che compongono i due nuclei familiari. Si stanno raccogliendo le prove per arrivare ad individuare i due giovani che armati di calibro 38 hanno fatto fuoco in mezzo alla gente che affollava il mercatino. Le indagini sul ferimento sono condotte dagli agenti della squadra mobile coordinare dal capo della omicidi Carmine Mosca e i militari del reparto operativo.

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