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Palermo, Zanetti sempre più vicino. Ma il nuovo ds rimane un rebus

Il tecnico è pronto a liberarsi dall’Empoli e a firmare. Rinaudo in uscita, «no» a Petrachi

Empoli FC's coach Paolo Zanetti.during the Italian Serie A soccer match between AC Monza and Empoli FC at U-Power Stadium in Monza, Italy, 26 August 2023. ANSA / ROBERTO BREGANI

Al suono della campana del mercato il Palermo vuole arrivarci con le idee già chiare, dando le chiavi della nuova squadra a un allenatore e un direttore sportivo in discontinuità con quanto c’è stato finora: entro la fine della prossima settimana potrebbero arrivare gli addii di Mignani e Rinaudo, ma se per il futuro tecnico la strada sembra già tracciata lo stesso non si può dire per l’altro incarico.

I contatti tra Zanetti e il City Group sono diventati sempre più fitti negli ultimi giorni: l’ex allenatore dell’Empoli, con cui ha un contratto fino al 2026 che però potrebbe essere rescisso a stretto giro, spinge per insediarsi sulla panchina rosanero e l’affare dovrebbe chiudersi a prescindere da quello che sarà il nuovo direttore sportivo. I toscani dopo aver ottenuto la salvezza sono orientati a rinnovare con Nicola e non è nel loro interesse avere due tecnici a libro paga: una volta libero, Zanetti potrà intensificare ulteriormente i suoi dialoghi con il Palermo per chiudere la trattativa.

Sullo sfondo resta Dionisi, sul quale però la concorrenza è maggiore e arriva soprattutto dalla massima serie: anche con l’ex allenatore del Sassuolo ci sono state interlocuzioni, ma contrariamente a quanto avvenuto con Zanetti la questione non è stata approfondita. Tramonta una volta per tutte l’opzione Grosso: nei giorni scorsi le parti si sono sentite nuovamente per valutare un possibile accordo a campionato terminato, ma l’ex terzino dei rosa e della Nazionale campione del mondo ha ribadito il suo no alla proposta del City Group. Altrettanto improbabile la conferma di Mignani, nonostante il suo contratto scada a giugno 2025: il tecnico, che dirigerà oggi l’ultima seduta della stagione, ha avuto due mesi di tempo per forgiare la squadra e farla arrivare pronta ai play-off, ma la semifinale non viene considerata un traguardo sufficiente per continuare sulla stessa linea nel 2024/25.

Decisamente più spinosa la questione relativa al direttore sportivo: il contratto di Rinaudo scadrà tra un mese e non verrà rinnovato, con l’ex difensore che saluterà il Palermo dopo cinque anni in cui ha ricoperto il ruolo prima di direttore tecnico, poi di responsabile del settore giovanile e infine di direttore sportivo in seguito alle dimissioni di Castagnini nel luglio 2022. La sua successione non dovrebbe essere strettamente legata alla scelta del nuovo allenatore: il City Group vorrebbe una figura che possa operare in continuità con il lavoro svolto da Rinaudo negli ultimi due anni, ovvero dividendosi tra panchina e scrivania, dando un supporto costante ai giocatori e lasciando quasi esclusivamente a Bigon l’incombenza della gestione del mercato. Come nuovo direttore sportivo era stato sondato Petrachi, ma le interlocuzioni non sembrano essere andate a buon fine: l’ex Torino e Roma, che a Palermo ha giocato nel 1994/95 mettendo a segno due gol, è fermo dal 2020 e si sta proponendo a diverse squadre italiane sia in A che in B.

La scelta societaria di rompere con il passato dovrebbe riguardare anche il campo, con diversi giocatori pronti a fare le valigie: la sensazione diffusa è che a Venezia sia finito un ciclo e che nei prossimi giorni sia destinato a iniziarne un altro, ma stavolta l’obiettivo Serie A dovrebbe essere perseguito senza tentennamenti né scorciatoie play-off. Perché ciò avvenga il Palermo vuole arrivare al ritiro di Livigno a metà luglio con una serie di tasselli del puzzle completati, anche per mandare un segnale chiaro alla sua gente in vista di una campagna abbonamenti che tutti sperano di vedere scoppiettante come quella del 2023: la nuova stagione non potrà che ripartire dalla spinta degli spalti e dalle coreografie viste con Sampdoria e Venezia, ma per attirare l’attenzione del pubblico servirà un progetto ben definito in campo, in panchina e dietro la scrivania. Sotto quest’aspetto, il City Group dodici mesi fa aveva puntato sulla via della continuità, ritenendo il nono posto (da primi degli esclusi ai play-off, a lungo accarezzati) soddisfacente a patto che venisse migliorato nella nuova annata e confermando senza titubanze Corini e Rinaudo: le cose poi sono andate diversamente ed è per questo che un nuovo flop non è contemplato negli uffici di viale del Fante.

 

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