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L'INTERVISTA

L'ex patron Maurizio Zamparini: "Affetto per il Palermo, gli auguro di tornare in serie A"

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Maurizio Zamparini

"Del mondo del calcio mi è rimasto solamente il bello, lo amo. È bellissimo". Maurizio Zamparini torna a parlare e lo fa a ridosso del suo 80esimo compleanno, essendo nato il 9 giugno del 1941 a Bagnaria Arsa. Da presidente di Venezia prima e Palermo poi, ha ottenuto grandissimi risultati riuscendo a portare entrambe le squadre nella massima serie e scovando numerosissimi talenti in giro per il mondo grazie al supporto dei suoi collaboratori.

Per lui l’esperienza col mondo del calcio si è chiusa in maniera traumatica col Palermo, poi fallito nel 2019 sotto la proprietà del gruppo Arkus Network dei fratelli Tuttolomondo. Grandissime cavalcate e tanti trionfi ma anche un lato che a Zamparini non è mai andato giù: "Il ricordo più brutto - ammette Zamparini all’Italpress - è quello delle istituzioni. Punto".

Col Venezia la promozione in Serie A, poi l'addio turbolento: "Venezia è stata una esperienza bellissima, quando sono andato via, checchè ne dicano i disinformati, ho regalato la squadra a Dal Cin con 4 miliardi di lire di attivo e senza una lira di debito, lui (Dal Cin, ndr) dopo tre-quattro anni se li è mangiati e l’ha fatta fallire. Io ho solamente portato via tutti i giocatori che mi servivano per il Palermo che ho tra l'altro pagato, sto parlando di Maniero e gli altri che sono venuti in Sicilia, dove siamo arrivati poi quarti in serie B. Ho un bel ricordo di Venezia, una città piccola, dove non si poteva fare calcio ma sono felice che siano tornati in Serie A, non pensavo ci riuscissero. Ma in generale può arrivarci qualsiasi squadra se trova una parte finanziaria che la sorregge e investe".

Al Palermo "Gli auguro tanto di trovare subito gli investitori, perchè le squadre che sono andate avanti di categoria rapidamente avevano quasi tutte una presidente molto forte a livello finanziario: il Venezia è andato in A perchè ha un americano molto forte finanziariamente, oppure mi viene in mente il Sassuolo. Ho letto che Mirri si aspetta anche investitori palermitani o comunque siciliani. Per me c'è tanta gente che ha la possibilità di farlo...". "Gli stranieri hanno paura nel venire ad investire in Sicilia per quelli che possono essere gli effetti collaterali. Io non ho mai fatto una fattura falsa, non ho mai fatto niente. Sono una persona onestissima, in quattro anni di intercettazioni telefoniche non hanno trovato niente, perchè non possono trovare niente. Certe cose non me le spiego, come quando eravamo in testa in Serie B e contestavano il Palermo. Ho un profondo affetto per il Palermo, non c'è nessun astio con nessuno: giustizia, giornali o tifosi, quei 6-7 che venivano a contestarci in ritiro perchè erano mandati da qualcuno che gli pagava il viaggio ed erano manovrati. Io ritengo un errore essere venuto a Palermo con la mentalità del friulano. Io non sono venuto a Palermo per insegnare qualcosa, ma sono venuto con amore a portare la mia esperienza, e i palermitani l’hanno presa come un atto di presunzione mia e questo a qualcuno è dispiaciuto ma non è così. Qualcuno l’ha interpretata male. Lo ripeto - ha concluso Zamparini all’Italpress - spero che il Palermo torni presto in Serie A".

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