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Scelte, moduli e mercato: quale l’errore più grande del Palermo?

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Alessandro Diamanti

PALERMO. Per prima cosa non farsi illusioni. La vittoria del Palermo contro la Fiorentina, più che alimentare nuovamente le speranze salvezza, molto probabilmente posticipa un verdetto chiaro già da tempo. Alcuni hanno definito quello contro i viola come il successo più inutile di sempre.

Di certo, però, sono tre punti che fanno aumentare i rimpianti. Vista la pochezza degli avversari di quest’anno, la prestazione di domenica scorsa fa capire che, malgrado le evidenti lacune del Palermo, bastava poco per salvarsi o quantomeno lottare fino alla fine con qualche presupposto in più rispetto ad ora.

La partita contro la Fiorentina, infatti, fa emergere molte riflessioni. Le prime riguardano soprattutto le scelte discutibili sui singoli giocatori che hanno preso i vari allenatori che si sono alternati nel corso di questa stagione. Scelte spesso influenzate dai diktat dell’ormai ex presidente Zamparini e altre volte dettate probabilmente dalla voglia di stupire degli stessi tecnici. Il primo nome che viene in mente, in base a questo ragionamento, è quello di Diamanti.

A quattro giornate dal termine della stagione, non si fa torto a nessuno a giudicare sbagliata la gestione del fantasista. Ad inizio stagione ci si è aggrappati al suo talento, come se da solo dovesse salvare il Palermo, in altri momenti Alino è stato messo completamente da parte. Bastava solo un po’ di equilibrio, invece, nel suo utilizzo e forse il primo gol di Diamanti non sarebbe arrivato così tardi. Lasciano a desiderare anche le scelte che hanno riguardato Sallai e Balogh, che ad oggi si sono dimostrati inadeguati alla categoria.

Da non sottovalutare anche il discorso modulo. La partita con la Fiorentina ha dimostrato una volta di più che, invece, di cambiare formule e giocatori ogni domenica, forse valeva la pena insistere su un 3-5-1-1 da battaglia. È dall’anno dell’ultima promozione che questo resta il miglior «vestito» per un Palermo sempre più privo di talento. A tutto ciò si aggiungono strategie societarie scriteriate. Che questo Palermo fosse debole lo si era capito da agosto, ma non si è fatto nulla per aggiustare la squadra quando c’erano ancora margini di speranza.

Questa settimana, dunque, il Giornale di Sicilia con l’iniziativa «Il web nel pallone» vuole chiedere ai suoi lettori-tifosi se con qualche decisione più «pragmatica» il Palermo poteva avere qualche chance in più o se comunque il destino era già segnato in partenza. I lettori potranno esprimere le proprie opinioni sul sito www.gds.it e sulla pagina ufficiale Facebook. Una pagina coi commenti e, per chi volesse, con le foto sarà pubblicata sabato.

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