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Mentalità e gioco, Iachini: "Rispettati i programmi di inizio anno"

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L'allenatore del Palermo, Beppe iachini

PALERMO. Per Beppe Iachini, quella che si concluderà domenica allo stadio Olimpico, è stata una stagione esaltante, da record. Un Palermo salvo con largo anticipo e un rapporto con Zamparini ancora solido. Il tecnico rosanero, intervistato da mediagol.it parla così del campionato ormai ai titoli di coda: “Penso che il Palermo, inteso come società, gruppo di lavoro, di squadra, abbia fatto un buon lavoro – dichiara Iachini - questi erano i programmi della società ad inizio stagione. Siamo andati avanti cercando di coniugare una buona organizzazione di gioco, una mentalità adeguata, cercando di far divertire i tifosi, non sottovalutando la valorizzazione dei giovani presenti nella nostra rosa”.

Sulla partita perfetta, Iachini risponde così: “Direi che ce ne sono state diverse che mi hanno reso soddisfatto. Magari viene fin troppo semplice ricordare la partita di San Siro contro il Milan, in cui abbiamo vinto 2-0 rischiando nulla. Ma devo dire che vi sono stati tanti altri match in cui abbiamo subito gol, ma al contempo la mia squadra ha espresso un ottimo calcio. Ripeto, non dobbiamo pensare di fare una partita più o meno bene. Dobbiamo essere squadra, cioè dobbiamo essere ordinati, organizzati, avere una mentalità vincente a prescindere dal fatto che si giochi in casa o in trasferta”.

Sul dualismo tra Sorrentino e Ujkani: “Samir ha fatto le sue buone gare, sono due ottimi portieri che godono entrambi della mia fiducia. E’ chiaro che Samir ha manifestato la volontà di giocare con maggiore continuità. Avendo già in casa Sorrentino che è un ottimo portiere, posso dire che a fine stagione prenderemo le decisioni di conseguenza. Nei confronti di tutti e due c’è fiducia e stima. Preciso che nel ruolo del portiere non bisogna far confusione, bisogna seguire una linea, altrimenti si rischia di non dare certezze né a l’uno né all’altro. Nel caso specifico sia Stefano che Samir sono portieri validi che meritano di giocare, qui o altrove.

Trajkovski e Cassini? Di Trajkovski posso parlare perché è già stato acquistato dal Palermo, di Cassini no perché non è ancora un giocatore rosanero. Il brasiliano è un giocatore che, come tanti altri, la società sta seguendo attraverso il lavoro dei propri osservatori. Stiamo monitorando il panorama nazionale e internazionale. Tornando a Trajkovski è un giocatore rapido, svelto. E’ un attaccante che noi tutti ci auguriamo possa dare il massimo contributo alla causa del Palermo”.

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