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L'ANALISI DI CARLO BRANDALEONE

Nasce una nuova generazione rosanero

La crescita di tutti i rosa è evidente, Belotti e Muñoz le uniche due... spine

La partita di lunedì sera al Ferraris ha dimostrato come partendo da due concezioni di calcio opposte si possa arrivare allo stesso risultato, ovvero allo spettacolo. Gasperini lavora per segnare un gol in più dell’avversario, Iachini per incassarne uno in meno. Infine quello che conta è l’organizzazione, la buona condizione atletica e la compattezza. Compattezza che fa del Palermo una delle squadre più ostiche da affrontare. Lo sostenevamo lo scorso anno e lo confermiamo in A: Iachini è molto bravo a distillare il meglio da quello che ha a disposizione, a nascondere i limiti della propria squadra. E non ci sono dubbi che sta facendo le nozze con i fichi secchi, mai avrebbe immaginato sei mesi fa di dovere affrontare la massima categoria con la stessa squadra che aveva vinto la B. Gonzalez e Rigoni sono buoni giocatori ma non hanno cambiato la caratura del Palermo. Che anzi nella passata stagione aveva in avanti anche Hernandez e Lafferty. Nessuno potrà negare che il reparto offensivo della B era certo più forte e assortito di quello attuale. Che punta tutto su Dybala, sugli inserimenti di Vazquez e che a differenza dalla scorsa stagione sta rinunciando ad Andrea Belotti. Che entrando regolarmente a fine partita sta perdendo lucidità e brillantezza.

La rinuncia a Belotti è un tema che abbiamo affrontato spesso e su cui non vogliamo ripeterci. Ma ci preme sottolineare una convinzione, ovvero separare la scelta del modulo tattico dalla tenuta difensiva rosanero. Sostenere che da quando Iachini è tornato al «3-5-1-1» il Palermo subisce meno gol è una tesi che ci convince poco. Il Palermo ha sistemato la difesa non da quando ha cambiato modulo, ma da quando sono entrati in squadra Munoz e Gonzalez (col Cesena), senza i quali sarebbe stato un disastro con qualsiasi disposizione tattica. In ogni caso i meriti di Iachini sono sotto gli occhi di tutti.

Facendo di necessità virtù il tecnico marchigiano sta facendo crescere giocatori che in A non avevano mai messo piede (o avevano fallito) e che adesso giocano con una diversa sicurezza. Parliamo di Andelkovic, Lazaar, Bolzoni, lo stesso Morganella; Dybala e Vazquez che due anni fa avevano fatto le comparse. Insomma Iachini sta creando una nuova generazione di rosanero, un patrimonio insospettabile e per certi versi sorprendente.

La tutela di questo patrimonio non sarà facile in tempo di vacche magre. Che Dybala, Vazquez o altri prima o poi possano essere ceduti (speriamo più tardi possibile) è nell’ordine naturale delle cose; le plusvalenze sono la vita dei club che non hanno magnati alle spalle. E il Palermo è in questo nutrito gruppo. Quello che non è tanto naturale è che giocatori giovani e forti come Munoz debbano svincolarsi gratis, come è ormai molto probabile che accada. Un grave danno per il club (il difensore era costato qualche milione ed è migliorato tanto), una chiara testimonianza, come certi acquisti, della confusione degli ultimi mesi a livello manageriale.

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