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Palermo, Vazquez: "A Genova senza paura. Il rigore sbagliato? Ecco com'è andata..."

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Parla il fantasista argentino: "Avevo chiesto a Paulo di tirare il primo rigore e mi ha detto che ci pensava lui. La seconda volta è stato lui a lasciarmelo tirare..."

PALEMO. El Mudo che parla solo in campo. Franco Vazquez, dopo aver fallito il rigore con l’Udinese e dopo una sosta rigenerante, ha voglia di tornare a segnare, di tornare ad essere decisivo per il Palermo, lunedì sfida a Marassi: “Rispetto per loro che sono più avanti in classifica - ha dichiarato Vazquez a Tuttosport - ma andiamo lì con la consapevolezza di potercela giocare alla pari. Gol? Ne ho segnati già tre, ma è chiaro che ne voglio tanti altri. Ammetto che il gol mi manca, un giocatore con le mie caratteristiche vive anche per quello. Nelle ultime partite non sono stato fortunato, spero di tornare ad esultare lunedì a Genova". Sul rigore fallito contro l’Udinese,

Vazquez precisa: “Ho sbagliato io. Ho calciato male, poi un po' di suo ce l'ha messo anche il portiere. Mi dispiace per quell'errore, sono ancora arrabbiato perché se avessi segnato quella partita l'avremmo vinta e la classifica sarebbe ancora più bella". Sulla questione legata a chi dovesse calciare, Vazquez fa chiarezza una volta per tutte: "Avevo chiesto a Paulo di tirare il primo rigore e mi ha detto che ci pensava lui. La seconda volta è stato lui a lasciarmelo tirare. Non capisco perché se ne parli ancora. E' successo, punto. E poi in Argentina non ne avevo mai sbagliati". L'errore, comunque, non lo influenza affatto. E in caso di un altro calcio di rigore, preparatevi a rivederlo sul dischetto: "Non lo facessi significherebbe non avere personalità”. Sulla maglia lanciata: “Mai più. Ho sbagliato e chiesto scusa a tutti, ero arrabbiato perché non riuscivamo a vincere e reagii in quel modo. Mi sono vergognato". E infine sul rinnovo contrattuale: “La trattativa è a buon punto. Il mio procuratore sa che io voglio restare a Palermo. Amo questa città, il suo clima, la sua gente. I tifosi sono eccezionali, passionali. Palermo mi ricorda l'Argentina, si vive benissimo".

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