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SERIE A

Il Palermo in campo a San Siro oggi alle 20,45: i rosanero provano a fermare il Milan

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Stasera la sfida contro i rossoneri. Da scongiurare l’atteggiamento passivo di Torino. Iachini cerca nuove soluzioni per migliorare la qualità del gioco

PALERMO. A distanza di una settimana da Torino il Palermo prova a giocare una partita vera contro una «grande» del calcio italiano. Chissà se dopo il bluff contro i bianconeri e preso atto delle critiche unanimi ricevute Iachini non provi davvero ad affrontare a viso aperto un avversario sulla carta più forte. Il Milan non è la Juve, al Meazza il Palermo spesso ha preso punti, ma non ci sono dubbi che la squadra di Inzaghi sul piano tecnico ha qualcosa in più del Palermo. Non sempre ha convinto sul piano del gioco (pessimo il primo tempo a Empoli e a Cagliari è stato messo sotto) ma è nel gruppo che punta al terzo posto, non ha stelle di prima grandezza ma può consentirsi Torres e Pazzini in panchina, dicono che abbia problemi in attacco ma questo Milan prima degli anticipi di ieri aveva segnato più di tutti. Raramente regala spettacolo il Diavolo ma ha perso una sola volta nelle prime nove giornate. Per dire che nonostante i suoi trascorsi di bomber Superpippo sta curando bene anche la fase difensiva. Un piccolo Diavolo che sta crescendo senza spese folli.

La vittoria sul Chievo ha regalato al Palermo tre giorni di tranquillità. Nei quali Beppe Iachini avrà fatto mente locale sul dilemma: meglio l’uovo o la gallina? Meglio una squadra chiusa che punti a un possibile pareggio o una squadra più offensiva che possa provare a vincere? Non ci sembra di poco conto la considerazione che finora il Palermo non ha vinto una sola volta con un attaccante in campo. Vero è anche che ha preso qualche gol di troppo, ma la prudenza non ha portato vittorie. La paura di perdere è costata cara.

 

Il dubbio è sempre lo stesso, e sarà il tormentone di quest’anno fin quando Iachini non chiarirà in modo perentorio che tipo di calcio vuole fare. Il dubbio riguarda l’impiego o meno di una seconda punta al fianco di Dybala (ovvero Belotti). Sul ruolo di Vazquez non ci sono dubbi, perchè con una o con due punte l’argentino giocherà sempre in mezzo al campo: lui non aspetta la palla, va comunque a prenderla e giocarla. Dopo la sceneggiata e le scuse di mercoledì dal Mudo ci aspettiamo una gara un po’ più generosa nei confronti della squadra.

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