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POLIZIA

Palermo, sventato furto in un ristorante in via Garibaldi: un giovane arrestato

Ad insospettire gli agenti è stato un cassonetto della spazzatura che bloccava l'ingresso della strada

PALERMO. La polizia ha sventato un furto in un ristorante pakistano in via Garibaldi a Palermo e un ragazzo di 28 anni, C.V., è stato arrestato. Ad insospettire gli agenti è stato un cassonetto della spazzatura che bloccava l'ingresso della strada. I poliziotti hanno trovato due giovani che facevano da palo e altri due che stavano cercando di aprire la saracinesca. Le “vedette”, ulteriore cautela adottata dai malviventi per portare a compimento il colpo hanno fatto in pieno il loro compito, hanno urlato ai sodali dell’arrivo dei poliziotti e sono scappati in più direzioni di fuga. I due agenti hanno inseguito i malviventi e si sono concentrati su colui, dei quattro, che, in un estremo tentativo di farla franca, non aveva trovato nulla di meglio che cercare rifugio all’interno di uno stabile.

Quando i poliziotti che, per altro, avevano riconosciuto C.V. per alcuni suoi trascorsi criminali, hanno bussato alla porta dell’appartamento di un parente dell’uomo, nello stabile in argomento, è stato lo stesso malvivente a comparire sull’uscio. L’uomo, nervoso ed ansimante per la recente, lunga corsa, come se nulla fosse accaduto, ha chiesto agli agenti cosa volessero, fingendo meraviglia e di essere appena rincasato. Dietro una tenda dell’ingresso, l’uomo aveva maldestramente occultato lo scalpello usato per tentare di divellere la grata del ristorante, facilmente ritrovato dai poliziotti. Il sopraggiungere della polizia ha scongiurato che C.V. e tre suoi complici portassero a compimento il furto nel ristorante di via Garibaldi. Per accedervi, i malviventi avevano pensato di percorrere il retro, posizionato proprio in via Maestri D’Acqua e divellere la grata che separava il locale dalla strada pubblica. C.V. è già stato giudicato in sede di “direttissima”: il suo arresto è stato convalidato ed è già stata emessa una sentenza di condanna ad 1 anno e quattro mesi di reclusione con sospensione della pena.

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