Palermo, medico muore al Buccheri: aperta un’inchiesta

Ieri l’autopsia, il cui esito sarà noto il mese prossimo. La vittima sarebbe stata ricoverata per più di tre settimane e le cause del decesso non sono ancora chiare. La moglie e il figlio di Michele Bruno hanno presentato una denuncia. L’ipotesi è che non sia stato curato adeguatamente
Palermo, Archivio

PALERMO. La Procura apre un’inchiesta per omicidio colposo in relazione alla morte di un medico di base, Michele Bruno, 66 anni, avvenuta martedì all’ospedale Buccheri La Ferla. Il fascicolo è stato aperto dopo la denuncia presentata dalla moglie, Maria Barbato, e dal figlio, Andrea Luca Bruno, difesi dagli avvocati Giuseppe Gerbino e Rosa Angelone. L’ipotesi - tutta da dimostrare - è che l’uomo possa essere morto perché non avrebbe ricevuto cure adeguate nella struttura sanitaria. Ieri il sostituto procuratore Annamaria Picozzi ha conferito l’incarico per l’autopsia sulla salma, che è stata eseguita nel pomeriggio.I medici legali hanno compiuto dei prelievi che ora dovranno essere analizzati ed i primi risultati dovrebbero arrivare il mese prossimo.Il fascicolo è per il momento a carico di ignoti.
Bruno, che era un medico di base, come denunciato dalla moglie ai poliziotti del posto che si trova all’interno del Buccheri La Ferla, sarebbe stato ricoverato nella struttura sanitaria per più di tre settimane. Il primo agosto, la moglie lo aveva accompagnato al pronto soccorso perché si sarebbe sentito così debole da non reggersi in piedi. I medici ne avrebbero disposto il ricovero alla prima Medicina. Da medico, Bruno, qualche giorno prima della dimissione - che sarebbe avvenuta sabato scorso - avrebbe chiesto controlli da parte della Cardiologia, ma gli sarebbero stati negati. Poche ore prima di lasciare l’ospedale, riferisce ancora la moglie, il paziente si sarebbe sentito nuovamente male, tanto da avere difficoltà respiratorie e da non riuscire a vestirsi. Così sarebbe stato chiesto l’intervento di un medico che avrebbe misurato la pressione a Bruno e l’avrebbe trovata nei limiti. Vista la situazione, il dottore avrebbe assicurato che il paziente sarebbe stato visitato dal collega subentrante. Ma questo secondo medico non avrebbe ricevuto nessuna consegna e, anche se il paziente si sarebbe sentito ancora male, poiché risultava già dimesso, non sarebbe stato sottoposto ad alcun accertamento.
Arrivati a casa, denuncia ancora la moglie della vittima, le condizioni di Bruno sarebbero ulteriormente peggiorate e la sera stessa era stato accompagnato nuovamente al Buccheri La Ferla. Stavolta sarebbe stato ricoverato in Cardiologia. Il giorno successivo, domenica, non sarebbe stato sottoposto a nessuna visita medica. Lunedì, con le prime cure, le condizioni dell’uomo sarebbero migliorate ed avrebbe dovuto essere sottoposto anche ad un’ecografia al cuore. Esame che non sarebbe stato però effettuato. Martedì le condizioni sarebbero nuovamente peggiorate. Alle 10, la moglie sarebbe stata invitata a lasciare il reparto e, giunta a casa, dopo neanche mezz’ora, sarebbe stata chiamata dai medici che l’avrebbero informata di un ulteriore aggravamento del marito. Ritornata in ospedale, le sarebbe stato comunicato il suo decesso. Ora la richiesta alla magistratura di fare chiarezza sulla vicenda.

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