Nuove tariffe, caro musei a Palermo

Adesso si pagherà per le aperture prolungate e per altre iniziative. La spesa annua supera i due milioni e mezzo, attesi ricavi per 176 mila euro

PALERMO. Ritocchi alle tariffe e buchi sparsi in pianta organica per la riorganizzazione degli uffici e alcuni pensionamenti. E lo sbigliettamento che — pur senza seguire l’innaturale chimera dell’integrale copertura dei costi dei musei — impallidisce davanti alla voce costi, soprattutto quelli per il personale. Fra le grinze della mega proposta di delibera di giunta sul personale datata 24 giugno, pure tutte le contraddizioni del settore Cultura del Comune. Tutto, compresi musei e gallerie. Crudo il «disavanzo» fra incassi e spese, con cifre consuntive per il 2012 che parlano di 105 mila euro a fronte di spese, per i soli musei e spazi espositivi, di quasi 2 milioni a 400 mila euro. Circa 7 milioni il budget dell’intero settore, assorbito quasi totalmente dagli stipendi. Nelle previsioni biennali 2012-2014, i biglietti arrivano a 176 mila euro all’anno a fronte di spese che superano i 2 milioni e 600 mila euro.
Malinconica, benché attesa, la percentuale di copertura: 6,72 per cento. E sugli ingressi continua a battere Legambiente, che ha elaborato i dati del dipartimento dei Beni culturali: «Le percentuali di visitatori che si recano in museo cittadino dopo aver staccato almeno un biglietto per un sito archeologico — dice il direttore regionale Gianfranco Zanna — sono sconfortanti: si oscilla fra il 10 e il 13%». Capitolo tariffe: con il recepimento del decreto Francescini, le due «Notti dei musei» programmate annualmente non saranno più gratuite, ma costeranno un ticket di 1 euro. Gettito atteso, un migliaio di euro. La stessa cifra, alla tariffa speciale di 2 euro, attesa dalle «attività promosse dai musei e finalizzate al sociale presso le categorie svantaggiate in occasione di singole iniziative». Per inciso, la proposta di delibera non va giù all’opposizione in consiglio comunale. Almeno, non prima — dice Sandro Leonardi del Pd — «di investire veramente sui progetti e le agevolazioni. Invece, per esempio, in sede di approvazione dell’imposta di soggiorno per i turisti, è stata zittita ogni nostra proposta di pacchetti omaggio di biglietti per bus e musei per i turisti che si fermino almeno due giorni in città, per incoraggiare il fatidico terzo giorno, quello usualmente dedicato alla visita delle collezioni».
Quanto ai ridimensionamenti in pianta organica, per il biennio 2014-2016 la proposta di delibera dell’amministrazione, nell’individuare i fabbisogni per settore, toglie alla Cultura, solo per fare qualche esempio, 3 redattori, un operatore fotografico, ben 12 funzionari culturali-bibliotecari, incrementando rispettivamente di 3 e 5 unità i ranghi di assistenti turistici ed esperti culturali. Totale dei dipendenti: 401.
Sulla «carenza di personale specialistico» concorda sostanzialmente la direttrice della Gam, Antonella Purpura: «Un milione di euro alla Gam lo spendiamo — dice — per gli lsu stabilizzati, sostegno indispensabile che tuttavia occupa in gran parte le qualifiche meno alte». Alla Gam, i dati freschi di agosto (fino al 22, giorno di fine contratto con la società Civita che gestisce i servizi, che sarà rinnovato per vittoria della nuova gara) parlano di 364 visite: 278 con biglietto, 86 omaggio.
La dirigente del settore Eliana Calandra è certa che «la Notte dei musei a pagamento non pregiudicherà il boom riscosso quest’anno, ed è comunque attuazione di norme nazionali. Inoltre, lo sbigliettamento attualmente è in atto alla Gam e in rari altri casi: l’Ecomuseo è gratuito per scelta, il Pitrè è in riallestimento e la collezione principale non è esposta. La gara andrà in porto entro l’anno».

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