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Protesta all’Ucciardone: «Ai detenuti i gelati,
ma per gli agenti neanche acqua fresca»

La denuncia della polizia penitenziaria in servizio al carcere palermitano, che attraverso il sindacato Sippe e la neonata Associazione per i diritti e tutele, lanciano l’allarme
Palermo, Archivio

PALERMO. Aggressioni continue, spazi angusti, condizioni igienico-sanitarie precarie, scarse risorse economiche e carenza di personale. Adesso, anche l’«umiliazione di dovere vigilare i detenuti mentre mangiano gelato nelle pause del cineforum sotto le stelle». È la denuncia della polizia penitenziaria in servizio al carcere Ucciardone, che attraverso il sindacato Sippe e la neonata Associazione per i diritti e tutele, costituita a marzo, lanciano l’allarme sulle condizioni «mortificanti» in cui gli agenti sarebbero costretti a lavorare fra le mura borboniche del penitenziario di via Enrico Albenese.


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