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Morta a Villa Archirafi, la madre in psichiatria

Le indagini vanno avanti per stabilire cosa è successo in quella stanza d’albergo. L’infermiera resta indagata anche se il gip non ha convalidato. Parteciperà alle esequie della figlia, organizzate e pagate da un gruppo di colleghi del Civico
Palermo, Archivio

PALERMO. Ultimo saluto a Elisabetta Cipresso, la donna di 40 anni, morta mercoledì 16 in una stanza dell’hotel «Villa Archirafi» per un’overdose di anestetici.

Secondo la Procura la sostanza le sarebbe stata iniettata dalla madre infermiera, Anna Cipresso, fermata dai carabinieri e poi tornata libera su disposizione del gip Ettorina Contino. Dopo la scarcerazione, Anna Cipresso è stata ricoverata nel reparto di Psichiatria del Civico. E adesso la struttura ospedaliera starebbe cercando una sistemazione per la donna, sfrattata con la figlia per morosità dalla casa di via Ughetti in cui abitavano.
Intanto continuano le indagini coordinate dal procuratore aggiunto Claudio Corselli e dal sostituto Maurizio Bonaccorso per fare luce sul giallo e scoprire cosa è accaduto realmente in quella stanza d’albergo.
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