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L’INTERVISTA

Infiltrazioni nel pubblico, Agueci: leggi inapplicate in molti casi

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PALERMO. «Il sistema dei controlli nella pubblica amministrazione si è affievolito nel corso degli anni a causa della semplificazione delle procedure amministrative». Il procuratore capo di Palermo, Leonardo Agueci, spiega le cause che hanno facilitato lo sviluppo dei casi di corruzione nelle amministrazioni pubbliche. «Con una maggiore trasparenza si possono evitare casi del genere. Le leggi sono state rafforzate, ma bisogna attuarle».

Dall'inchiesta di Roma emergono buchi nei controlli della Pubblica amministrazione. Cosa succede in questi casi?

«Negli ultimi anni si è fatto ricorso a procedure semplificate con meccanismi più semplici rispetto alle procedure abituali delle gare in particolare in determinate materie. E questo nel caso di Roma ha favorito le infiltrazioni illecite. Le procedure spesso sono opache e danno luogo a possibilità di eludere controlli. La nostra esperienza varie volte ci ha detto che in molti casi persone che avevano ruoli chiave nell'ambito della pubblica amministrazione, e non si tratta di ruoli di carattere apicale, erano in condizione di operare indisturbati per favorire qualcuno e danneggiare altri in base ai loro scopi attraverso contropartite di vario genere».

Quale organo dovrebbe controllare gli appalti?

«Nell'ambito della pubblica amministrazione su determinate categorie di appalti ci sono controlli differenziati a vari livelli di vari organi, ma il sistema attuale è tale che a livello non apicale si possano trovare possibilità di agire in modo incontrollato, quindi non dà garanzie complete di trasparenza. Si può fare di più sul piano normativo per quanto riguarda le attribuzioni delle responsabilità, ma è con maggiori controlli e trasparenza delle procedure che i margini per gli illeciti si riducono. Se fosse adottato un meccanismo più efficace per verificare che l'esecuzione delle opere risponda per tempi e contenuti agli impegni assunti in sede contrattuale e venissero in caso di difformità adottate rigorose sanzioni le attività corruttive sarebbero più difficili da realizzare. Abbiamo visto che in passato procedure illecite sono state giustificate con esigenze di urgenza o riservatezza. Anche in questo caso però i controlli successivi potrebbero essere adottati più efficacemente».

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