IL RACCONTO

Minacce al Centro Padre Nostro di Brancaccio, quel terreno che "preoccupa" il parente del boss

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Su quel terreno dato in comodato al Centro Padre Nostro, Maurizio Artale, il presidente dell'associazione fondata da Padre Pino Puglisi a Brancaccio, e i suoi volontari si spendono da tempo per realizzare qualcosa di utile per il quartiere: una piazza adiacente alla futura parrocchia che ospiterà il corpo del Beato don Pino. Un progetto che rientrerebbe nel programma Brancaccio 2.0. Su quel terreno però ci sono tre stanze, costruite abusivamente, di proprietà di un certo T.S., parente acquisito del boss Lauricella, che martedì scorso è andato dritto da Artale, minacciandolo di ucciderlo se avessero buttato giù la sua casa.

"Lo start up con tecnici e voli di droni, per i rilievi e le aerofotogrammetrie, hanno subito suscitato le attenzioni dei residenti tra cui quelle del T.S. che abitando in via Brancaccio pensava di tutelare i suoi interessi", spiega il Centro Padre Nostro in una nota.

"Purtroppo la costruzione abusiva in questione - prosegue il comunicato -, non è un caso isolato, a quanto pare molte altre abitazioni che si affacciano su quel terreno, si sono “allargate” per esigenze di spazio in una proprietà altrui".

Artale non è nuovo a intimidazioni del genere e il centro è stato anche più volte preso di mira negli ultimi anni. “Oggi per la prima volta - dichiara Maurizio Artale -sono stato fermato da un residente che stringendomi la mano si è complimentato per la mia denuncia. Ma voglio ricordare che ancora dopo 25 anni dall’assassinio di Padre Puglisi non è possibile che Brancaccio venga alla ribalta con la maschera di questi malviventi che malgrado siano una minoranza nel quartiere, riescono ancora ad alimentare quelle vecchie scelte mafiose. Padre Puglisi-continua Artale-non si è mai tirato indietro fino all’estremo sacrifico per cambiare questo quartiere ed io voglio ricordare una sua frase che dovrebbe accompagnare ogni mattina le nostre coscienze: …se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto”.

Anche il governo regionale esprime solidarietà e vicinanza: "Stia tranquillo il presidente Artale e sereni i suoi collaboratori - afferma il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci - perché non sono soli. La lotta alla mafia si fa insieme e un presidio di legalità importante, come quello intitolato a padre Puglisi, tra l'altro nel quartiere a rischio di Brancaccio, merita e ha tutta la nostra attenzione. Episodi del genere, purtroppo, si sono già verificati in passato, ma restando uniti si può andare avanti, a testa alta e sempre più forti".

"Le Acli di Palermo -dichiara il presidente Nino Tranchina - esprimono la loro solidarietà e vicinanza al  presidente del centro padre nostro Maurizio Artale ed a tutti gli operatori del centro  per le minacce subite. Non possiamo abbassare la guardia, verso un vile atto intimidatorio, specialmente se rivolto verso chi si impegna quotidianamente per il ripristino della legalità e contro ogni forma di violenza. Le Acli di Palermo sono stati i primi a dedicare un circolo al Beato Giuseppe Puglisi proprio per rafforzare l’impegnano e la presenza in un territorio altamente a rischio come il quartiere di Brancaccio, dove i nostri volontari, sono impegnati quotidianamente e soprattutto con un azione rivolta ai giovani  per  affermare quei valori di legalità che don Pino ci ha lasciato in eredità".

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