PALERMO

Giornate dell'economia, così in inverno crolla il turismo in Sicilia

Nemico numero uno: la stagionalità e le vittorie di Pirro nel breve termine dei picchi stagionali estivi. “Il turismo come ‘volano’ dello sviluppo regionale: dalle aspettative alle politiche. A che punto siamo?” è stato il tema della sessione organizzata dall’Università degli studi di Palermo nell’ambito delle Giornate dell’economia del Mezzogiorno, sul quale si sono confrontati nel pomeriggio, nella facoltà di Giurisprudenza di Palermo, Antonio Purpura, componente del Comitato scientifico delle Giornate dell’Economia e docente all’Università di Palermo, Giuseppe Mistretta, amministratore delegato Gesap, Marco Migliore  dell’Università di Palermo, Aurelio Angelini,  direttore della Fondazione Unesco-Sicilia, Giovanni Ruggeri, presidente OTIE – Osservatorio sul Turismo delle Isole Europee, Nicola Farruggio, vicepresidente Federalberghi Sicilia, e Toti Piscopo, direttore editoriale di Travelnostop.com il portale del turismo.
“Facciamo il punto sul tema centrale del ruolo del turismo, al di là delle abusate enunciazioni di principio - ha introdotto il professore Antonio Purpura -. Il percorso stenta a consolidarsi ed il titolo è volutamente ironico. Non si fa del turismo un pezzo del modello di crescita della Sicilia se non si smette di ragionare sui picchi di stagionalità. La forza del turismo va promossa e valutata nell’arco dell’intero anno. Solo la continuità produttiva e la domanda adeguata garantisce stabilità occupazionale e produttiva. Le attività dedicate nel periodo estivo, devono essere modulate diversamente negli altri periodi dell’anno. Bisogna puntare su flessibilità ed elasticità.  Non si destagionalizza se non con politiche integrate e tutto questo non è stato fatto. Fuori dal periodo estivo – ha aggiunto Purpura - dobbiamo ragionare sul turismo culturale. Sui siti Unesco materiali e immateriali ci giochiamo gran parte della partita. La stagionalità crea inefficienza di sistema e problemi di gestione anche nelle infrastrutture più importanti, come gli aeroporti”.
Giovanni Ruggeri ha illustrato alcuni dati: “La Sicilia – ha detto – soffre ancora di curve accentuatissime e di picchi notevoli di stagionalità. Significa perdere in inverno ciò che si è raggranellato in estate. Come stanno le altre isole? Meglio, molto spesso. Creta è riuscita ad aprire un’ampia finestra fra aprile e giugno, ma il caso più eclatante sono le Canarie. Non sono isole tropicali, fredde anche in inverno, hanno creato nuovi prodotti e si sono aperte su nuovi mercati fra novembre e marzo. In quel periodo – ha spiegato Ruggeri - gli alberghi siciliani si svuotano fino al 5/6% dei posti letto occupati. Alle Baleari sotto il 45% gli alberghi chiudono. Non si destagionalizza senza un programma regionale di individuazione di nuovi prodotti che privilegi il turismo culturale fuori dai picchi del turismo balneari e di nuovi mercati, cioè nuovi target. Un risultato impossibile da raggiungere senza la creazione di nuovi posti in aereo, con nuove tratte low-cost e più voli”.
Per Aurelio Angelini “a Palermo il patrimonio Unesco e anche manifestazioni come Le vie dei Tesori sono riuscite a consolidare esperienze fuori dalla stagionalità tradizionali. L’Unesco è in sintonia con gli obiettivi della destagionalizzazione. Un piano di gestione Unesco esige che tutto sia improntato alla sostenibilità ambientale, che impone a propria volta alle amministrazioni di non limitarsi alla gestione del singolo bene o percorso, ma a varare sistemi di sviluppo territoriali, dalla mobilità alla formazione fino alla fruizione, all’insegna della sostenibilità. Il ruolo della Regione in questa ottica è, o dovrebbe essere, chiaro”.
Marco Migliore ha fatto il punto sulla situazione della mobilità e delle infrastrutture: "Siamo messi male, ecco la verità. Questo dice impietosamente il Piano generale dei trasporti commissionato dalla Regione nel 2016. Anche sulla rete principale di collegamento con gli aeroporti i passi indietro sono enormi. Troppe le limitazioni, e non solo sulla Palermo-Catania e sulla Palermo-Trapani. La Siracusa-Gela è zeppa di restrizioni. Se avessimo picchi di domanda anche sulla rete autostradale sarebbe il caos: troppi ancora i tratti su unica corsia. Non sta meglio la rete secondaria delle strade provinciali, che in più non è controllata da organi statali e regionali come la rete principale. Frequenti, anche per il dissesto idrogeologico, i casi di turisti che seguendo il navigatore satellitare finiscono per cacciarsi in situazioni di grande pericolo".

L'ad di Gesap Giuseppe Mistretta nel suo intervento ha usato un paradosso: "Un aeroporto internazionale è quasi chiamato a comportarsi come un assessorato, ma con vincoli di efficienza di gestione. Di certo, però, non possiamo agire da soli. Stringere un accordo con una compagnia low-cost significa fare politica dei trasporti. Il problema è proprio la disponibilità di aeromobili. Soltanto la Ryanair risponde con puntualità, considerato che ogni nuova tratta fa il pieno, di qualunque compagnia si tratti. Noi le compagnie possiamo pure portarle a Palermo - ha aggiunto Mistretta - ma sono i collegamenti che frenano tutto il sistema. L'unica via d'accesso di fatto è la A29 e il collegamento ferroviario non sarà ripristinato, così dicono le Ferrovie, prima di marzo 2018. Nello stesso mese scadrà il contratto con Ryanair, speriamo di strappare condizioni migliori senza pregiudicare il grande beneficio che l'intesa con la compagnia irlandese porta a tutto il territorio. Sono solo alcuni esempi e unico incremento notevole è quello del noleggio auto. L'aumento è vertiginoso, del 60% rispetto all'anno scorso. Stiamo pensando al collegamento via mare ma siamo molto prudenti, ci vuole un business plan che renda l'opera conveniente e non la solita cattedrale nel deserto". Sulla destagionalizzazione Mistretta ha osservato che "ormai il Falcone Borsellino sfiora i sei milioni di passeggeri, dei quali 5 raggiunti a ottobre. In termini di traffico internazionale siamo al 13%. Questo significa che la destagionalizzazione passa necessariamente per l'internazionalizzazione. E superiamo una buona volta il preconcetto che il turista ci scelga solo per il mare. In Sicilia si arriva anche e soprattutto per il patrimonio culturale". Mistretta ha poi auspicato una collaborazione con l'aeroporto di Trapani: "Presentarsi uniti al tavolo con Ryanair e le altre compagnie, significherebbe avere tutt'altra forza contrattuale".

 

Nicola Farruggio, presidente di Federalberghi Palermo e vice presidente vicario Confcommercio Palermo, si è augurato il "superamento della frammentazione. La Sicilia malauguratamente continua a essere un prodotto stagionale. La risposta non può essere chiesta solo alle strutture ricettive, prima coinvolte e poi lasciate a se stesse. Abbiamo superato la differenziazione fra alta e bassa stagione ma le tariffe non sono ancora competitive con le altre realtà insulari. Malta gode del grande sonno siciliano e inizia a ospitare anche nostri operatori. L'integrazione pubblico-privato è la chiave per confezionare finalmente il prodotto Sicilia. Speriamo che il nuovo assessore regionale al Turismo non sia l'ennesimo al quale spiegare da capo la situazione".

 

Toti Piscopo ha affrontato il nodo del marketing: "Difficile vendere il prodotto Sicilia? - ha detto -. Difficilissimo, senza una governance vera. Anche gli operatori di turismo culturale puntano quasi per necessità su eventi di nicchia, poco assecondati dalle politiche pubbliche, per rendere più attrattiva l'offerta complessiva. Immagino il turismo non come un comparto ma come una grande azienda nella quale ciascuno svolge un ruolo. Come concretizzare il collegamento fra pubblico e privato se nessuna strategia risponde a logiche di mercato? Incredibile la confusione sull’offerta culturale, altrettanto incredibile il nodo irrisolto dei collegamenti efficienti con le isole minori", ha concluso Piscopo.

 

 

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