LE INDAGINI

Inchiesta sui rifiuti, obbligo di firma per il sindaco di Bagheria: 17 indagati

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Patrizio Cinque

BAGHERIA. Non c’è pace per i Cinque stelle. Dopo il trambusto di ieri sulle regionarie, arriva oggi il provvedimento di obbligo di firma per il sindaco grillino di Bagheria, Patrizio Cinque. La vicenda riguarda anche 16 funzionari del Comune.

La misura cautelare è stata disposta dal gip di Termini Imerese Michele Guarnotta. Per 14 persone è stato disposto l'obbligo di firma, tra le quali c'è anche  il sindaco Cinque. Per due il divieto di dimora nel territorio di Bagheria e per una l'interdizione dai pubblici uffici per 4 mesi.

L'inchiesta ruoterebbe attorno a due vicende: la gara per il noleggio degli automezzi impiegati nella raccolta dei rifiuti e un abusivismo edilizio contestato a un familiare del sindaco. Cinque si sarebbe infatti speso per evitare una multa per la casa della sorella. L'inchiesta è coordinata dal procuratore di Termini Imerese Ambrogio Cartosio. I reati contestati sono a vario titolo: abuso d'ufficio, rivelazione di segreto d'ufficio, omissione d'atti d'ufficio e turbativa d'asta.
Il senatore Francesco Campanella si attribuisce l’input della indagine che ha coinvolto l’amministrazione bagherese. Fu lui, infatti, a fare un’interrogazione sull'affidamento diretto e milionario a una ditta privata, la Tech, del servizio di raccolta dei rifiuti nel Comune.
Sulla stessa vicenda, mesi fa, aveva presentato un esposto anche la dirigente Laura Picciurro che in seguito, difesa dagli avvocati Nino Caleca e Giacomo Aiello, ha denunciato il sindaco per 'mobbing' a causa dei diversi provvedimenti disciplinari nei suoi confronti.
La Tech si sarebbe vista affidare il servizio della gestione dei rifiuti per tre milioni di euro, per sei mesi, senza gara.

Nessun assessore comunale risulterebbe tra gli indagati. L'inchiesta è coordinata dal procuratore di Termini Imerese Ambrogio Cartosio. I reati contestati sono a vario titolo: abuso d'ufficio, rivelazione di segreto d'ufficio, omissione d'atti d'ufficio e turbativa d'asta.

"E' un attacco ad arte, un attacco ad orologeria si mette dentro di tutto per attaccare un sindaco e un'amministrazione Cinque stelle a meno di due mesi dalle elezioni regionali", commenta il sindaco.

Scene di sconforto, alcuni dipendenti non sono riusciti a trattenere le lacrime, mentre il sindaco Cinque, molto provato riferiscono le persone presenti in municipio, ha cercato di rassicurare gli impiegati più colpiti emotivamente dall'inchiesta della Procura di Termini.

Dopo aver ricevuto la notifica dell'avviso di garanzia, il sindaco si è recato in municipio, dove la notizia dell'indagine è stata accolta con stupore. Patrizio Cinque si è chiuso nel suo ufficio con alcuni impiegati per tentare di calmare quelli più scoraggiati. Tra il personale ha destato scalpore la portata dei provvedimenti della Procura. Oggi si sarebbe dovuto riunire il Consiglio comunale ma la seduta sarebbe saltata per l'assenza dei consiglieri dei 5stelle.

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